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IGNORED

17 marzo 2011


sgtred

Risposte migliori

[il fatto che il resto d'Italia sia stato occupato dai tedeschi e vi si sia consumata una guerra civile non è una spiegazione piú semplice del divario dei risultati tra nord e sud?

no.

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Chiedo scusa se ho parlato del referendum, che poco ha a che fare con quanto si stava discutendo: il mio ragionamento deriva dal raffronto con l’esito che la votazione ha avuto in Tentino (15 % delle preferenze per la Monarchia), territorio che da minor tempo era entrato a far parte del Regno; la schiacciante vittoria della Repubblica deriva, a mio avviso, in parte dal raffronto tra le condizioni precedenti e quelle successive all’annessione.

Quindi, ho pensato che se l’annessione dei territori appartenuti al Regno delle Due Sicilie, fosse stata così onerosa e pesante, si sarebbe dovuto avere un risultato analogo.

Mi rendo conto, tuttavia, che la questione è molto più complicata e su questa “spaccatura” pesano numerosi fattori ai quali, spesso, è difficile dare il giusto peso; d’altronde la storia non è fatta di formule, in quanto entra in gioco il fattore umano, che non è possibile incasellare in schemi rigidi.

L’intento globale del mio intervento, comunque, era quello di sottolineare che la maggior parte di quello che accade nella storia e non, non è mai quasi mai assolutamente positivo né tantomeno negativo e questo lo dimostra il fatto che una tesi non riesce a dimostrare completamente l’infondatezza dell’altra e viceversa.

Parlare di queste cose, comunque è positivo: peggio sarebbe stato se la commemorazione fosse caduta nell’indifferenza generale, segno di una poca attenzione verso la nostra storia e il nostro passato; ma noi, forse, in questo, siamo facilitati dalla passione per la numismatica.

Un saluto.

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[...] Mi rendo conto, tuttavia, che la questione è molto più complicata e su questa "spaccatura" pesano numerosi fattori ai quali, spesso, è difficile dare il giusto peso; d'altronde la storia non è fatta di formule, in quanto entra in gioco il fattore umano, che non è possibile incasellare in schemi rigidi.

L'intento globale del mio intervento, comunque, era quello di sottolineare che la maggior parte di quello che accade nella storia e non, non è mai quasi mai assolutamente positivo né tantomeno negativo e questo lo dimostra il fatto che una tesi non riesce a dimostrare completamente l'infondatezza dell'altra e viceversa.

Parlare di queste cose, comunque è positivo: peggio sarebbe stato se la commemorazione fosse caduta nell'indifferenza generale, segno di una poca attenzione verso la nostra storia e il nostro passato; ma noi, forse, in questo, siamo facilitati dalla passione per la numismatica.

Un saluto.

quoto.

:good:

--

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Ci sono novità in arrivo :

http://www.corriere....44f486ba6.shtml

Mio commento : Siamo governati da gente che pensa solo al danaro e al proprio interesse di bottega e che non merita di stare là.

saluti cordiali a tutti

Meno male che qualcuno del governo ha letto i miei commenti in questa discussione. :lol: Scherzi a parte, un ripensamento sarebbe più che giusto, si eviterebbero ponti e festività dannose per l'economia del paese.

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Certo lavorare un giorno di meno danneggia l'economia. Ma per favore !

Certo, perchè se lo moltiplichi per milioni d'italiani ammonterebbe a decine di milioni di euro, e poi essendo di giovedì si rischierebbe un'inevitabile ponte con venerdì e sabato.

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Per favore, non ci prestiamo a queste cavolate, pretestuose e irriguardose verso la dignità (ma dove sta di casa ormai) della nostra Nazione.

Festeggiano ricorrenze religiose anche chi non crede, mica dicono "vado a lavorare" il 6 gennaio o l'8 dicembre.

Per una festa che capita ogni mezzo secolo tante storie, tante polemiche.

Almeno lo dicano subito, i nostri governanti : dell'Italia della sua Storia della sua Unità NON CE NE FREGA NIENTE ; PENSIAMO SOLO AL DENARO, e basta.

cordialmente

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Per favore, non ci prestiamo a queste cavolate, pretestuose e irriguardose verso la dignità (ma dove sta di casa ormai) della nostra Nazione.

Festeggiano ricorrenze religiose anche chi non crede, mica dicono "vado a lavorare" il 6 gennaio o l'8 dicembre.

Per una festa che capita ogni mezzo secolo tante storie, tante polemiche.

Almeno lo dicano subito, i nostri governanti : dell'Italia della sua Storia della sua Unità NON CE NE FREGA NIENTE ; PENSIAMO SOLO AL DENARO, e basta.

cordialmente

Si, vabbè, ciao e grazie.

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La Marcegaglia (Confindustria) ha stimato in 4 mld di €uro il costo della festa del 17 marzo. Io credo che siano pochi quelli che wsi indignano per gli stessi motivi dell'amico Saturno; al contrario, tutti si indignano perché non possono "legalmente" fare il ponte, della festa per l'Unità Nazionale non gliene frega niente a nessuno, non solo ai politici. Ma non vi preoccupate, tanto i sindacati si inventeranno uno sciopero per uno di quei giorni, e il risultato verrà raggiunto comunque.

E per inciso, c'é gente che lavora anche il 6 gennaio e l'8 dicembre, magari più che gli altri giorni.

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Non sono particolarmnete patriottico, ne mi interessava in particolar modo questa ricorrenza, ne in un senso ne nell'altro. Diciamo che la cosa mi era del tutto indifferente. Certo, vedendo come è stata gestita questa cosa, al di là delle idee di ciascuno dei noi, non può non saltare all'occhio il dilettantismo assoluto di dichiarare una festa nazionale e dopo poche settimane di dire no, ci siamo sbagliati solo perchè la mia conterranea Emma ha detto altolà. Per carità, ci saranno le dovute ragioni: ma bastava sedersi ad un tavolo prima e discuterne, anzichè gestirla in questa maniera obrobriosa. Per il resto in un'Italia in cui metà dell'industria è in cassa integrazione mi chiedo con che pudore si venga a parlare di danno all'economia. E anche così fosse, si sarebbe potuta gestire molto diversamente, se rugava il dover pagare una giornata festiva di più era sufficiente, come avevo scritto pure sopra, sfruttare la festività persa del 25 aprile (e gli eventuali ponti si concordano secondo le esigenze lavorative, non sono certo cose che si possono dichiarare unilateralmente solo perchè il giovedì è festa) . Insomma, se ci si pensa un attimo e si mettono da parte le ideologie ci si rende davvero conto di come siano motivazioni pretestuose, perchè una giornata lavorativa/festiva di differenza nel mare di ore di lavoro di un anno è davvero una goccia, soprattutto se pensiamo che quest'anno a causa del calendario, ci sono un sacco di giorni di festività che non verranno godute.

Per quanto riguartda le frasi di drago dormiente sul sindacato ritengo sia inutile ribattere: non sono iscritto al sindacato e non ne nutro particolare simpatia, ma chi fa sciopero lo fa a costo di sacrifici personali (leggi: giornata senza stipendio), forse bisognerebbe provare ad essere da quella parte invece di sputare sentenze ascoltando il Marchionne di turno che racconta la barzelletta degli scioperi quando ci sono le partite da vedere. Nella mia ditta gli operai hanno appena fatto due giorni di sciopero di fila, e non per godersi una giornata di festa o per andarsi a vedere la partita, ma perchè la ditta non paga.....

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Per favore, non ci prestiamo a queste cavolate, pretestuose e irriguardose verso la dignità (ma dove sta di casa ormai) della nostra Nazione.

Festeggiano ricorrenze religiose anche chi non crede, mica dicono "vado a lavorare" il 6 gennaio o l'8 dicembre.

Per una festa che capita ogni mezzo secolo tante storie, tante polemiche.

Almeno lo dicano subito, i nostri governanti : dell'Italia della sua Storia della sua Unità NON CE NE FREGA NIENTE ; PENSIAMO SOLO AL DENARO, e basta.

cordialmente

Si, vabbè, ciao e grazie.

Vedo anche che la mancanza di rispetto continua, complimenti. Sì, credo proprio che prima o poi qualcuno che venga ad insultarvi nelle vostre discussioni borboniche, come fai tu lo troverete.

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Per favore, non ci prestiamo a queste cavolate, pretestuose e irriguardose verso la dignità (ma dove sta di casa ormai) della nostra Nazione.

Festeggiano ricorrenze religiose anche chi non crede, mica dicono "vado a lavorare" il 6 gennaio o l'8 dicembre.

Per una festa che capita ogni mezzo secolo tante storie, tante polemiche.

Almeno lo dicano subito, i nostri governanti : dell'Italia della sua Storia della sua Unità NON CE NE FREGA NIENTE ; PENSIAMO SOLO AL DENARO, e basta.

cordialmente

Si, vabbè, ciao e grazie.

Vedo anche che la mancanza di rispetto continua, complimenti. Sì, credo proprio che prima o poi qualcuno che venga ad insultarvi nelle vostre discussioni borboniche, come fai tu lo troverete.

:o :blink:

Io non vedo nessuna mancanza di rispetto, forse stai sbagliando persona, si tratta di un'espressione che taglia corto e che non esprime alcuna risposta (nè di disappunto, nè di approvazione), tutto qui.

Modificato da francesco77
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..........Per il Presidente Napolitano tutte le iniziative in programma per il 150° - come quelle già svoltesi a Rionero in Vulture, a Marsala e a Santena, oltre che a Genova - "fanno tutt'uno con l'impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi: perché quest'impegno si nutre di un più forte senso dell'Italia e dell'essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione. Ieri volemmo farla una e indivisibile, come recita la nostra Costituzione, oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni di quell'unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto mondiale. Così, anche nel celebrare il 150°, guardiamo avanti, traendo dalle nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quel che c'è da rinnovare nella società e nello Stato".

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo

per fortuna o purtroppo

per fortuna

per fortuna lo sono

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Ma non vi preoccupate, tanto i sindacati si inventeranno uno sciopero per uno di quei giorni, e il risultato verrà raggiunto comunque.

E per inciso, c'é gente che lavora anche il 6 gennaio e l'8 dicembre, magari più che gli altri giorni.

Infatti. I presindenti operai per esempio lavorano sempre. E come lavorano, diamine!

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Per favore, non ci prestiamo a queste cavolate, pretestuose e irriguardose verso la dignità (ma dove sta di casa ormai) della nostra Nazione.

Festeggiano ricorrenze religiose anche chi non crede, mica dicono "vado a lavorare" il 6 gennaio o l'8 dicembre.

Per una festa che capita ogni mezzo secolo tante storie, tante polemiche.

Almeno lo dicano subito, i nostri governanti : dell'Italia della sua Storia della sua Unità NON CE NE FREGA NIENTE ; PENSIAMO SOLO AL DENARO, e basta.

cordialmente

Si, vabbè, ciao e grazie.

Vedo anche che la mancanza di rispetto continua, complimenti. Sì, credo proprio che prima o poi qualcuno che venga ad insultarvi nelle vostre discussioni borboniche, come fai tu lo troverete.

:o :blink:

Io non vedo nessuna mancanza di rispetto, forse stai sbagliando persona, si tratta di un'espressione che taglia corto e che non esprime alcuna risposta (nè di disappunto, nè di approvazione), tutto qui.

No, la risposta non è educata perché esprime supponenza e arroganza. Probabilmente la usi con qualche tuo amico, ma qui nel forum, dove parli con persone che conosci marginalmente, fai la cortesia di non ripeterla. Grazie

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Boni, state boni (se potete)...Io credo che lo spirito di questo forum sia quello di sentirci accomunati dalla passione per la numismatica. Quindi, io direi di cercare ciò che ci unisce e non ciò che ci divide.

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Per favore, non ci prestiamo a queste cavolate, pretestuose e irriguardose verso la dignità (ma dove sta di casa ormai) della nostra Nazione.

Festeggiano ricorrenze religiose anche chi non crede, mica dicono "vado a lavorare" il 6 gennaio o l'8 dicembre.

Per una festa che capita ogni mezzo secolo tante storie, tante polemiche.

Almeno lo dicano subito, i nostri governanti : dell'Italia della sua Storia della sua Unità NON CE NE FREGA NIENTE ; PENSIAMO SOLO AL DENARO, e basta.

cordialmente

Si, vabbè, ciao e grazie.

Vedo anche che la mancanza di rispetto continua, complimenti. Sì, credo proprio che prima o poi qualcuno che venga ad insultarvi nelle vostre discussioni borboniche, come fai tu lo troverete.

:o :blink:

Io non vedo nessuna mancanza di rispetto, forse stai sbagliando persona, si tratta di un'espressione che taglia corto e che non esprime alcuna risposta (nè di disappunto, nè di approvazione), tutto qui.

No, la risposta non è educata perché esprime supponenza e arroganza. Probabilmente la usi con qualche tuo amico, ma qui nel forum, dove parli con persone che conosci marginalmente, fai la cortesia di non ripeterla. Grazie

Caro saturno, non capisco tutto questo rancore e accanimento, cosa dovrei rispondere alle tue provocazioni ad oltranza? Nulla, perchè non sono il tipo.

Però cerca di contenerti, grazie.

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Adesso il provocatore sarei io...tu non fai altro che essere irriguardoso dei sentimenti degli altri e questa tua utlima frase conferma quanto già ti ho detto prima.

Modificato da Saturno
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Saturno, non sei certo un provocatore.

A Roma è stato eseguito il meraviglioso Requiem di Verdi ed è possibile visitare a Palazzo Braschi une bella mostra sul Risorgimento, seguendo gli ispirati racconti di numerosi artisti, ed allo stesso tempo patrioti, come Cammarano e Toma, meridionali. Ma anche Induno naturalmente. :)

Modificato da orlando10
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scusate ma il 17 marzo 1961 era una giornata lavorativa????

non mi ricordo... ...... ma mi sa che siamo stati tutti a casa senza andare "a lavorare" ... eravamo quasi tutti embrioni pronti a nascere in.......................

http://www.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=&id=&physDoc=36142&db=cinematograficoCINEGIORNALI&findIt=false&section=/

Modificato da sgtred
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scusate ma il 17 marzo 1961 era una giornata lavorativa????

Ciao Sgtred, non saprei, magari qualche gentile lamonetiano che è vissuto in quegli anni potrà risponderti.

Volevo postare alcuni aggiornamenti sulla questione della festività. Stavolta si è espresso un ministro della Repubblica che cita alcuni articoli. http://it.notizie.yahoo.com/19/20110211/tpl-150-unita-calderoli-17-marzo-o-si-la-1204c2b.html

ASCA) - Roma, 11 feb - Per il ministro leghista Roberto Calderoli se il 17 marzo non si lavora normalmente la legge che istituisce la festa dell'Unita' d'Italia il 17 marzo e' incostituzionale perche' violerebbe il parere della commissione bilancio sulla copertura economica. ''Come ho gia' spiegato nei giorni scorsi sono e resto contrario -dice Calderoli in un comunicato- al fatto che l'attribuzione delle caratteristiche di festivita' nazionale, conferita alla data del 17 di marzo, comporti la chiusura di molti uffici pubblici, per le ragioni che ho gia' spiegato ovvero che in un periodo di crisi come quello attuale non mi pare opportuno caricarsi dei costi di una giornata festiva che avrebbe sicuramente ricadute sul settore privato, oltre alle possibilita' di estendersi ad un ''ponte' che si verrebbero a creare conseguentemente''. ''E ribadisco -aggiunge Calderoli- che un evento significativo quale il 150esimo dell'Unita' d'Italia puo' essere celebrato degnamente lavorando o andando a scuola e non restando a casa. A riguardo, comunque, ritengo sia utile che tutti vadano a leggersi il parere espresso in proposito dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati in relazione alla conversione del decreto legge n.64 del 2010, dove si esprime parere favorevole ma con un'unica osservazione dove e' scritto: ''Si valuti l'opportunita' di precisare che la festa nazionale per la celebrazione del 150* anniversario della proclamazione dell'Unita' d'Italia non determina gli effetti civili di cui alla legge n 260 del 1949 e che di cio' occorre tenere conto in sede di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 3 dell'articolo 7 bis'''. ''Pertanto -conclude il ministro Calderoli-, alla luce del parere espresso dalla commissione Bilancio di Montecitorio e della relativa unica osservazione fornita, nonche' della relazione tecnica predisposta dalla Ragioneria Generale dello Stato e' evidente che o il 17 di marzo andiamo tutti a lavorare oppure la legge in oggetto e' priva di copertura ed e' quindi incostituzionale ex articolo 81 della Costituzione''.

Per quanto concerne la possibilità/pericolo di ponte da me sollevate nei giorni scorsi, faccio notare che anche la Confindustria dice lo stesso, ecco un articolo sulla rete.

" ........... La polemica sul 17 marzo era stata rinnovata ieri dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli: "In un periodo di crisi come quello attuale - aveva detto il ministro leghista - meglio festeggiare lavorando piuttosto che stando a casa". Per Calderoli "la chiusura degli uffici pubblici porterebbe danni per miliardi di euro" che ricadrebbero direttamente sulle attività lavorative private. A preoccupare il ministro della Semplificazione anche le possibilità di "ponte" che verrebbero a crearsi conseguentemente al giorno perso. Una posizione che riecheggia quella già espressa dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "

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  • ADMIN
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Quello che trovo ridicolo è come è stata gestita la cosa. A tutt'oggi non sappiamo se il 17 marzo sarà festa o meno; questo è ben poco serio. Insomma che i parlamentari votino a maggioranza o tirino una monetina ma che si decida.

Comunque 1 giorno lavorativo perso rappresenta il 4 per mille di un anno lavorativo con settimane di 5 giorni e quindi il caso peggiore. Poi non è che tutto si ferma anzi alcuni settori come ristorazione e turismo in realtà ne beneficerebbero. Insomma addurre spauracchi di cali di produttività mi sembra risibile.

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