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417sonia

Antonio Grimani

Risposte migliori

417sonia
Supporter

Buona serata

spero di fare cosa gradita a coloro che si interessanno delle monete veneziane (e non solo a loro), riportando un passo de "I Diari" di Marin Sanudo 1496-1533 che ci da un dettaglio inequivocabile.

Spesso si è detto che la monetazione veneziana, piuttosto monotona nell'iconografia, non ha mai riportato il ritratto di alcun Doge, fatta eccezione per quello di Niccolò Tron, in maniera conclamata, e di qualche altro Doge che, sembra, più o meno riconoscibile........se n'è anche già parlato nel forum.

Nessun mistero svelato, per carità, è informazione già data e comunque è una situazione che in parte viene dalla logica.

All'elezione di un nuovo Doge era consuetudine far battere subito in zecca delle monete portanti il suo nome, così che lo stesso eletto potesse gettarle alla folla radunata in piazza San Marco dal "pozzetto", sorta di portantina che, gli arsenalotti, a spalla, conducevano lungo il suo perimetro.

Il Sanudo, all'elezione di Antonio Grimani (1521-1523) ci dice:

"Fo subito, per la Signoria, mandato a dir in Zecha bateseno monede col nome ANTONIO GRIMANI DOXE, videlicet da 16, 8 e 4 soldi; et cussì fo batuto ducati 300. Era a la cassa Masser a la moneda di l'arzento sier Vincenzo Orio qu. sier Zuane. Fo batudo etiam ducati da uno e da mezo nuovi zercha ducati 200. Le stampe erano fate, manchava le letere e la testa a far, e le monede batude, né mancava si non stampar; fo fato la Bolla di piombo"

Certo non si sarebbe trattato di un ritratto, ma in qualche modo la fisionomia dell'eletto doveva essere in qualche modo "ricordata"; un viso più affilato o grassoccio, una barba lunga piuttosto che un viso senza, dovevano essere peculiarità salvaguardate, pur non rinunciando a quell'anonimato formale del Doge al quale la Serenissima, in generale, derogò pochissimo.

Saluti

Luciano

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