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Francesco I Stefano di Lorena - 20 Kreuzer 1763 WI
Dott_20Kreuzer ha aggiunto un nuovo link in Zecche Straniere
Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una delle mie monete asburgiche preferite, un pezzo semplice e piuttosto comune coniato da un Sovrano che, secondo me, meriterebbe maggiori attenzioni dal punto di vista storico e numismatico. La moneta in questione è un 20 Kreuzer battuto nel 1763 presso la Zecca di Vienna durante il regno del Sacro Romano Imperatore Francesco I Stefano di Lorena, a molti noto come "il marito di Maria Teresa". L'Imperatore, dopo essersi sposato nel 1736, salì al potere nel 1745 e morì nel 1765. Ebbe in tutto ben sedici figli. La moneta, dal diametro di 27 millimetri e pesante 6,68 grammi, presenta: al dritto l'effigie laureata del sovrano entro rami di lauro circondata dalle iscrizioni FRANC D G R IMP S A GE HIER REX LO B M H D, Francesco Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania e Gerusalemme, Duca di Lorena e Bar, Granduca di Toscana, mentre, al rovescio viene posta su di un cippo contenente il valore "20" l'aquila imperiale coronata brandente spade caricata dello scudetto del Sovrano circondata dal motto latino "IN TE DOMINE SPERAVI", dal millesimo 1763 e dalla Croce di Sant'Andrea. Ai lati del cippo troviamo il marchio di zecca composto dalle lettere W e I. Essendomi già soffermato sull'aspetto biografico di Francesco I Stefano in una passata discussione relativa ad un pezzo da 10 Kreuzer, quest'oggi vorrei presentare alcuni aneddoti sulla sua figura, spesso messa in disparte ed oscurata dalla grande flemma della sua consorte Maria Teresa d'Asburgo. Durante la sanguinosa Guerra di Successione Austriaca (1740-1748) il Sovrano, viste le sue scarse abilità militari, preferì sostenere la consorte amministrando in prima persona le finanze della Casa d'Asburgo, attività da lui svolta in maniera acuta e lungimirante. Una volta eletto Sacro Romano Imperatore nel 1745, Francesco I Stefano fu ben felice di affidare tutto il suo potere a Maria Teresa limitandosi a divenire il suo più fidato consigliere. L'Imperatore, essendo quasi sempre esonerato dalle incombenze di governo, riuscì, grazie alla sua spiccata abilità negli affari, a gettare delle solide basi per il patrimonio personale della nuova Casata degli Asburgo-Lorena separandolo da quello statale e sottoponendolo ad obbilgo fiscale. Questa ingente somma di denaro venne requisita dalla neonata Repubblica Austriaca dopo la Prima Guerra Mondiale. Francesco I Stefano, come già descritto, ebbe molto tempo da dedicare alle proprie passioni. Grazie agli influssi dell'Illuminismo, il Sovrano si interessò molto alle ultime scoperte scientifiche arrivando persino a porre una certa pressione sulla moglie affinchè queste entrassero nella corte di Vienna, portandola al passo con i tempi. Francesco I Stefano si distinse in particolare come uno dei più grandi promotori dello studio dell'astronomia nella Capitale austriaca. Il Sovrano, inoltre, viene ricordato come un abile collezionista dedito alla raccolta di curiosità naturali come conchiglie, minerali ed insetti. Questa passione la condivise con la figlia, l'Arciduchessa Maria Anna, la quale continuò l'opera da lui intrapresa ampliando le varie collezioni e andando a costituire il primo nucleo di quello che attualmente è il Naturhistorisches Museum di Vienna. Per me è molto importante notare come il Sacro Romano Imperatore Francesco I Stefano, studiando l'economia e la finanza, si sia appassionato anche alle monete e alle medaglie antiche, arrivando a costituire un'importante collezione numismatica oggi in parte custodita all'interno del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Un'ulteriore prova che dimostra quanto la sua figura venga ingiustamente messa da parte e raramente presa in considerazione. Grazie per l'attenzione! -
Contea del Tirolo, 3 Kreuzer 1662 Ferdinando Carlo d'Asburgo
Dott_20Kreuzer ha aggiunto un nuovo link in Zecche Straniere
Buongiorno a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una mia recente acquisizione, si tratta di una moneta in mistura d'argento dal valore di 3 Kreuzer battuta nel 1662 presso la Zecca di Hall in Tirol durante il regno dell'Arciduca d'Austria, Duca di Borgogna e Conte del Triolo Ferdinando Carlo d'Asburgo. La moneta presenta: al recto, l'effigie coronata del Conte circondata dalle iscrizioni latine FERDIN CAROL D G ARCHID AV, Ferdinando Carlo Per Grazia di Dio Arciduca d’Austria; al verso, gli scudi araldici dell'Arciducato d'Austria e della Contea del Tirolo affiancati e sormontanti una piccola cartella con l’indicazione del valore “3” circondati dall’iscrizione DVX BVRGVND COM TYROLI, Duca di Burgundia (l’odierna Borgogna) e Conte del Tirolo. Dati ponderali: diametro 20 millimetri, peso circa 1,6 grammi. L'Arciduca Ferdinando Carlo, appartenente ad un ramo cadetto della famiglia Asburgo poichè discendente dall'Arciduca Carlo II, ultimo figlio maschio del Sacro Romano Imperatore Ferdinando I, governò la Contea del Tirolo e l'Austria Anteriore (possedimenti asburgici nella Germania del Sud) dal 1632 al 1662. Alla sua morte, avvenuta senza eredi maschi a cui affidare il trono, prese il potere il fratello Sigismondo Francesco il quale, regnando per soli tre anni, fu l'ultimo governante del Tirolo appartenente ad un ramo collaterale della dinastia asburgica. Nel 1665, il Sacro Romano Imperatore Leopoldo I d'Asburgo, rivendicando per sè e per i suoi discendenti i diritti sulla Contea del Tirolo e sul Ducato di Borgogna, riuscì ad annettere questi territori ai domini ereditari della Corona Austriaca ed è per questo motivo che, a distanza di anni, troviamo incise sui famosi Talleri di Maria Teresa, oltre che su molte altre monete, le sigle "DUX BURG CO TYR" Duchessa di Borgogna e Contessa del Tirolo. E' bello pensare che questa moneta, forata, fosse portata al collo da qualche suddito tirolese particolarmente fedele al Conte Ferdinando Carlo d'Asburgo e alla sua Nazione. -
Giuseppe II d'Asburgo-Lorena: 20 Kreuzer 1778 - C
Dott_20Kreuzer ha aggiunto un nuovo link in Zecche Straniere
Buon pomeriggio e Buona Domenica a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una mia recente acquisizione: una moneta asburgica dal valore di 20 Kreuzer battuta nel 1778 presso la Zecca di Kremnitz (B) durante il regno dell'illuminato Sovrano Giuseppe II d'Asburgo-Lorena. Il pezzo presenta: al dritto, l'effigie giovanile e laureata del Monarca entro rami di lauro circondata dalle iscrizioni "IOSEPH II D G R I S A GE REX A A LO e M H D", Giuseppe II Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re in Germania, Arciduca d'Austria, Duca di Lorena e Granduca di Toscana, sotto il busto viene posto il marchio di zecca B; al rovescio viene rappresentata l'aquila imperiale asburgica coronata brandente spada, scettro e globo sormontante un cartiglio contenente il valore "20" e circondata dal motto latino del Sovrano "VIRTUTE ET EXEMPLO", dal millesimo 1778 e dalla Croce di Sant'Andrea. Ai lati dell'aquila si trovano le sigle "S.K." e "P.D." proprie degli zecchieri di Kremnitz Sigmund A. Klemmer e P. Josef von Damiani. Di seguito qualche cenno storico da me steso relativo alla figura del Sacro Romano Imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena. Nato nel 1741 in piena Guerra di Successione Austriaca, Giuseppe II, erede ai troni del Sacro Romano Impero e dei possedimenti asburgici, è il figlio maschio primogenito dell’Arciduchessa d’Austria Maria Teresa d’Asburgo e del consorte Francesco I Stefano di Lorena. Viene eletto Sacro Romano Imperatore nel 1765 alla morte del padre Francesco I e, dopo anni di condivisione del trono dei possedimenti asburgici con la madre, diviene unico sovrano nel 1780, anno della dipartita della grande Maria Teresa. La politica di Giuseppe II, passata alla storia con il termine “Giuseppinismo”, viene molto discussa all’interno della corte viennese a causa della sua grande ostilità nei confronti della Chiesa, storicamente legata alla famiglia Asburgo, e per la stima nutrita dall’Imperatore nei confronti del Re di Prussia Federico II di Hohenzollern, storico nemico del Sacro Romano Impero e della compianta arciduchessa d’Austria Maria Teresa. Da perfetto sovrano illuminato, Giuseppe II promulga, nell’ambito delle sue “riforme sociali” causa di molti contrasti con la madre durante il periodo di condivisione del trono asburgico, una serie di decreti imperiali atti a migliorare le condizioni di vita del popolo favorendo l’istituzione di nuove mense, rifugi per gli orfani, scuole pubbliche ed ambulatori dove somministrare i primi rudimentali tipi di vaccino per le malattie all’epoca più comuni. Tra il 1781 e il 1789, Giuseppe II abolisce, almeno formalmente, la servitù della gleba all’interno del Sacro Romano Impero e solleva i contadini dall’obbligo di pagare la decima al clero: questo comportamento causa lo scontento generale dei nobili e il logoramento dei rapporti diplomatici tra la Chiesa di Roma e Vienna. Nel 1790, dopo essere stato sconfitto in alcune campagne militari da lui tentate, il Sacro Romano Imperatore Giuseppe II muore lasciando il trono al fratello e Granduca di Toscana Pietro Leopoldo ed impartendo l’ordine di far incidere sulla sua semplice tomba la frase “Qui giace Giuseppe II, colui che fallì qualsiasi cosa intraprese”. -
Pareri su 20 Kreuzer 1770 IC SH - Maria Teresa d'Asburgo
Dott_20Kreuzer ha aggiunto un nuovo link in Zecche Straniere
Buon pomeriggio a tutti! Qualche giorno fa ho aquistato, per motivazioni di curiosità e studio più che per vero e proprio collezionismo, questa "Svanzica" da 20 Kreuzer battuta nel 1770 presso la Zecca di Vienna durante il regno della grande Sovrana Maria Teresa d'Asburgo (1740-1780). La moneta, seppur evidentemente circolata, ha destato sin da subito il mio interesse poichè, confrontandola con un altro pezzo dello stesso valore battuto sempre a Vienna nel 1770, ho notato alcune peculiarità al dritto e al rovescio: - l'effigie della Sovrana posta al dritto sembra essere stata realizzata con maggior cura ed attenzione nei dettagli, infatti sono ben ricalcate le pieghe del velo e del vestito. Inoltre, Maria Teresa sembra proprio essere stata raffigurata in maniera più realistica e maggiormente "in carne" rispetto alle altre raffigurazioni; - al rovescio, invece, è la sigla dell'incisore che desta in me maggiori sospetti. Nella parte più usurata della moneta si intravedono le lettere IC, marchio del Maestro di Zecca Johann August von Cronberg operativo a Vienna dal 1766 al 1780, mentre, dove solitamente è presente la sigla SK propria dell'incisore Sigmund Klemmer, sono poste le lettere SH... altro incisore viennese? Un'ulteriore differenza da me notata è nello scudo dell'Arciducato d'Austria caricato sull'aquila imperiale che, invece di terminare in maniera più aguzza come negli altri conii, è arrotondato. Cercando sulla rete, dato che il catalogo Krause in mio possesso riporta solo le sigle IC SK per Vienna, l'unica corrispondenza da me trovata (che mi ha permesso di risalire all'anno della moneta) è all'interno sito dei Beni Culturali Italiani... si tratta di un 20 Kreuzer uguale al mio archiviato all'interno di un museo in Molise. Ho provato a pensare anche ad un falso d'epoca ma peso (6,67 grammi) e diametro (28 millimetri) corrispondono e la moneta, inoltre, presenta il tipico bordo lievemente zigrinato delle "Svanziche" settecentesche. Spero che qualcuno più esperto di me riesca ad illuminarmi e a rivelarmi l'identità di questo "misterioso" SH. Grazie per l'aiuto!- 12 commenti
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Francesco I d'Asburgo-Lorena e il Congresso di Vienna, Tallero 1823 C
Dott_20Kreuzer ha aggiunto un nuovo link in Monete Estere
Buon pomeriggio a tutti! Oggi vorrei presentarvi questo Tallero (un po’ circolato…) battuto nel 1823 all’interno della zecca di Praga (C) durante il regno del primo Imperatore d’Austria Francesco I d’Asburgo-Lorena. Prima di descrivere la moneta vorrei, però, soffermarmi su alcuni aspetti storici riguardanti l’Impero Austriaco ai tempi della sconfitta di Napoleone Bonaparte e del Congresso di Vienna. In seguito alla prima grande sconfitta dell’esercito di Napoleone Bonaparte nella Battaglia di Lipsia, le potenze vincitrici più influenti, tra cui annoveriamo l’Impero Russo, l’Impero Austriaco, il Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda ed il Regno di Prussia, si trovarono di fronte la necessità di portare una nuova stabilità politica, economica e diplomatica in Europa, continente fortemente segnato e stravolto dalle Campagne Napoleoniche. Per questo motivo, il 1 Novembre 1814, vennero aperti i lavori del Congresso di Vienna: una grande assemblea in cui i rappresentanti di tutte le nazioni europee, riuniti nella capitale dell’Impero Austriaco, decisero di “restaurare” il Vecchio Continente tentando di ripristinare tutti gli Stati e le Corone cancellate dall’avvento della Rivoluzione Francese e dalle mire espansionistiche di Napoleone. Francesco I d’Asburgo-Lorena, ospitando nella capitale del suo Impero questo grande evento politico e diplomatico, riuscì, in buona parte grazie all’astuzia dell’abile Cancelliere e Ministro degli Esteri Klemens von Metternich, a vedersi restituiti svariati territori occupati dai francesi come, per esempio, il Tirolo, la Carinzia, la Carniola ed il Friuli, e ad assumere il titolo di Re del neo-costituito Regno Lombardo-Veneto, entità statale nata dalle ceneri del Regno d’Italia Napoleonico. Con la conclusione, in seguito alla definitiva disfatta di Napoleone Bonaparte a Waterloo, del Congresso di Vienna, il 9 Giugno 1815 l’Europa entrò ufficialmente in piena età della Restaurazione. Tutti questi avvenimenti sono raccontati in maniera tangibile ed esaustiva dal conio che ora vado a presentarvi. La moneta presenta: al dritto, l’effigie laureata del sovrano circondata dalle iscrizioni latine FRANCISCVS I D G AVSTRIAE IMPERATOR, Francesco I Per Grazia di Dio Imperatore d’Austria, sotto l’effigie il marchio di zecca C; al rovescio, l’aquila imperiale coronata brandente globo, scettro e spada caricata dello scudetto degli Asburgo-Lorena circondata dalle iscrizioni HVN BOH LOMB ET VEN GAL LOD IL REX A A, Re d’Ungheria, Boemia, Galizia, Lodomiria, Illiria, Lombardia e Venezia, Arciduca d’Austria accompagnate dal millesimo 1823. E’ molto interessante notare come, tentando di ritornare all’ Antico Regime, venga abbandonato in questo e molti altri conii asburgici l’idioma tedesco nelle legende dei conii (usato nei pezzi “di emergenza” da 15 e 30 Kreutzer del 1807) in favore della più austera e regale lingua latina. Inoltre, l’aggiunta delle sigle “LOMB ET VEN” al rovescio del Tallero, fa risaltare il nuovo titolo regale dell’Imperatore Francesco I. Dati ponderali: peso 28,06 grammi, diametro 41 millimetri. Contorno: IVSTITIA REGNORVM FVNDAMENTVM, motto del sovrano Francesco I d’Asburgo-Lorena come Imperatore d’Austria.-
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Paesi Bassi Austriaci: Storia e Quarto di Kronenthaler 1795 - C
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Buon pomeriggio a tutti! Oggi, sfruttando questo Quarto di Kronenthaler coniato nel 1795 all’interno della Zecca di Praga (C) durante il regno del Sacro Romano Imperatore Francesco II d’Asburgo-Lorena, vorrei parlare della Storia dei Paesi Bassi Austriaci, possedimento asburgico per il quale vennero coniati in varie zecche dell’Impero (tra cui Milano) numerosi esemplari di Kronenthaler. Nel 1714, in seguito alla Pace di Rastatt siglata dal Re di Francia Luigi XIV di Borbone e dal Sacro Romano Imperatore Carlo VI d’Asburgo in seguito alla Guerra di Successione Spagnola, le porzioni di Paesi Bassi rimaste sotto il controllo di Madrid vennero cedute all’Arciducato d’Austria ed entrarono a far parte dei domini ereditari asburgici. L’iniziativa più ambiziosa del nuovo Sovrano Carlo VI d’Asburgo per i Paesi Bassi Austriaci fu la fondazione, nel 1722, della Compagnia di Ostenda, associazione mercantile creata con l’obiettivo di inserire l'Austria nel commercio con l’India e l’Estremo Oriente: per qualche anno le navi battenti bandiera austro-fiamminga solcarono gli oceani contendendo spazi ai grandi imperi coloniali ma, i vincoli imposti dalla Gran Bretagna e dalle Province Unite per il riconoscimento della Prammatica Sanzione, portarono, nel 1731, allo scioglimento di questa fiorente compagnia commerciale. Durante la Guerra di Successione Austriaca, scoppiata alla morte dell’Imperatore Carlo VI nel 1740, l’esercito francese invase con violenza i Paesi Bassi asburgici, venendo però bloccato dalle armate imperiali guidate da Carlo Alessandro di Lorena, fratello minore del futuro Sacro Romano Imperatore Francesco I Stefano. Durante il lungo governo di Maria Teresa d’Asburgo i Paesi Bassi Austriaci conobbero un periodo di relativa prosperità segnato, nel 1755, dall’introduzione di una nuova moneta: il Kronenthaler che, assieme ai suoi sottomultipli, verrà coniato per molti anni anche durante il regno dei Sovrani Giuseppe II, Leopoldo II e Francesco II. Il quadro politico ed amministrativo mutò durante il regno di Giuseppe II d’Asburgo-Lorena, Sovrano deciso ad imporre un vasto programma di riforme ispirate all’assolutismo illuminato e detto "Giuseppinismo": centralizzazione amministrativa, tolleranza religiosa, soppressione di conventi e abbazie ritenuti “improduttivi” e riduzione dei privilegi delle Province. Tali provvedimenti scossero profondamente la società locale alimentando il malcontento di nobiltà, clero e popolo urbano, molto gelosi dei loro antichi privilegi. La frattura esplose con la Rivoluzione del Brabante tra il 1789 e il 1790: un moto che, seppur di breve durata, ebbe enorme rilievo. Le Province insorte proclamarono l’unità nazionale richiamandosi a un’idea di indipendenza fondata sulle libertà tradizionali ma la rivolta venne repressa in breve tempo in seguito all’invio di alcune truppe da parte del Sacro Romano Imperatore Leopoldo II d’Asburgo-Lorena. Il colpo di grazia all’ormai debole governo asburgico insediato nei Paesi Bassi giunse con l’avanzata delle armate francesi rivoluzionarie: nel 1794 i Paesi Bassi Austriaci furono de facto annessi alla Francia; il Sacro Romano Imperatore Francesco II d’Asburgo-Lorena rinunciò definitivamente ad ogni pretesa su questi territori solo nel 1797 in seguito alla stipulazione del Trattato di Campoformio. Ritornando alla moneta... Questo conio presenta: al dritto, l’effigie laureata del sovrano volta a destra attorniata dalle iscrizioni latine FRANC II D G R I S A GER HIE HVN BOH REX, Francesco II Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania, Ungheria e Boemia, sotto all’effigie il marchio di zecca C; al rovescio, viene posta una grande Croce di Borgogna ornata con il collare del Toson d’Oro; ai suoi lati e sopra sono presenti le tre corone arciducali e reali dell’Impero: Austria (in alto), Ungheria (a sinistra) e Boemia (a destra) accompagnate dall’iscrizione latina ARCH AVST DVX BVRG LOTH BRAB COM FLAN, Arciduca d’Austria, Duca di Burgundia, Lorena e Brabante, Conte delle Fiandre e dal millesimo 1795. Dati ponderali: peso 7,36 grammi, diametro 30 millimetri.- 5 commenti
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Francesco I di Lorena: 10 Kreuzer del 1765
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Buongiorno a tutti! Oggi vorrei presentarvi questo 10 Kreuzer in argento coniato all’interno della zecca di Kremnitz (KB) nel 1765, ultimo anno di regno del Sacro Romano Imperatore Francesco I Stefano di Lorena. La moneta presenta: al dritto, l’effigie laureata del sovrano volta a destra entro rami incrociati di lauro circondati dalle iscrizioni latine FRANC D G R IMP S A GER IER REX LO B M H D, Francesco Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania e Gerusalemme, Duca di Lorena e Brabante, Granduca di Toscana e, al rovescio, l’aquila imperiale coronata brandente spade caricata dello scudetto lorenense sormontante il valore “10” contenuto in un cippo affiancato da rami di lauro e palma e dal marchio di zecca K B, il tutto circondato dal motto latino del sovrano “IN TE DOMINE SPERAVI” accompagnato dal millesimo 1765 e dalla Croce di S.Andrea. Qualche cenno biografico su questo Sovrano spesso omesso dai libri di Storia... Francesco I Stefano di Lorena può essere annoverato tra quelle figure che, purtroppo, molti storici hanno lasciato e lasciano tutt’ora in penombra. Imperatore del Sacro Romano Impero, Granduca di Toscana, sposo della grande Sovrana Maria Teresa d’Asburgo e fondatore della casa d’Asburgo-Lorena, Francesco I non fu uomo di guerre gloriose o di riforme clamorose e, per questo motivo, venne facilmente “offuscato” dalla forte personalità della consorte e dalle azioni degli altri sovrani asburgici. La sua vita fu segnata, come descritto in precedenza, dall’unione con Maria Teresa d’Asburgo. Insieme affrontarono la sanguinosa Guerra di Successione Austriaca, scontro in cui buona parte delle potenze europee tentarono di strappare agli Asburgo l’eredità del Sacro Romano Imperatore Carlo VI. In quel frangente Francesco Stefano non si distinse particolarmente sui campi di battaglia, ma svolse un ruolo più discreto volto a sostenere dal punto di vista economico gli eserciti della consorte, aiutandola, inoltre, ad amministrare vari territori come, per esempio, il Regno d’Ungheria, l’Arciducato d’Austria... La sua elezione a Sacro Romano Imperatore, avvenuta nel 1745 in seguito alla morte di Carlo VII di Baviera, segnò il ritorno della casa regnante austriaca sul trono di Carlo Magno ristabilendo l’ordine precedente all’aspra Guerra di Successione. Francesco I non fu un Imperatore destinato a lasciare il segno attraverso conquiste, ma attraverso la paziente costruzione di equilibri patrimoniali, culturali e dinastici: egli infatti custodì ed amministrò con saggezza il patrimonio della corona, incrementò le rendite familiari e promosse collezioni artistiche e soprattutto scientifiche che fecero di Vienna uno dei più grandi centri di attrazione intellettuale del XVIII secolo. La posterità ha spesso relegato Francesco Stefano ad un ruolo secondario, paragonandolo ad un “ornamento barocco” della grande Maria Teresa d’Asburgo. Eppure, senza la sua opera silenziosa di consolidamento, la nuova dinastia degli Asburgo-Lorena non avrebbe goduto di quella stabilità che le permise di dominare la scena europea per oltre un secolo. Francesco I morì nell’Agosto del 1765 ad Innsbruk durante i festeggiamenti per le nozze dell’Arciduca Pietro Leopoldo, futuro Granduca di Toscana e Sacro Romano Imperatore. Da quel giorno la grande sovrana Maria Teresa, distrutta dalla scomparsa dell’amato marito e fidato consigliere, decise di vestire sempre a lutto (l’effigie velata della Sovrana può essere notata su molte monete coniate dopo il 1765) e di trascorrere tutto il mese di Agosto rinchiusa nei suoi appartamenti sino al 1780, anno della sua dipartita. Nella Cripta dei Cappuccini a Vienna, luogo di sepoltura dei sovrani asburgici, è possibile ammirare il maestoso doppio sarcofago barocco dove riposano Francesco I e Maria Teresa.- 5 commenti
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Giuseppe II d'Asburgo-Lorena: Quarto di Kronenthaler e "Guerra della Marmitta"
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Buonasera a tutti! Quest’oggi vorrei presentarvi un mio Quarto di Tallero delle Corone coniato nel 1788 all’interno della zecca di Vienna (A) durante il regno dell’illuminato sovrano Giuseppe II d’Asburgo-Lorena per i Paesi Bassi Austriaci. La moneta presenta: al dritto, l’effigie laureata del sovrano volta a destra attorniata dalle iscrizioni latine IOSEPH II D G R I S A GER HIE HVN BOH REX, Giuseppe II Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania, Ungheria e Boemia, sotto all’effigie il marchio di zecca A; al rovescio, viene posta una grande Croce di Borgogna ornata con il collare del Toson d’Oro; ai suoi lati e sopra sono presenti le tre corone arciducali e reali dell’Impero: Austria (in alto), Ungheria (a sinistra) e Boemia (a destra) accompagnate dall’iscrizione latina ARCH AVST DVX BVRG LOTH BRAB COM FLAN, Arciduca d’Austria, Duca di Burgundia, Lorena e Brabante, Conte delle Fiandre e dal millesimo 1788. Dati ponderali: peso 7,36 grammi, diametro 30 millimetri. Come sempre, prima di parlare ulteriormente della moneta in questione, presento qualche cenno storico-biografico sulla figura di Giuseppe II, un sovrano che viene molto spesso sottovalutato… Nato nel 1741 in piena Guerra di Successione Austriaca, Giuseppe II è il figlio maschio primogenito dell’Arciduchessa d’Austria Maria Teresa d’Asburgo e del consorte Francesco Stefano di Lorena, erede ai troni del Sacro Romano Impero e dei possedimenti asburgici. Viene eletto Sacro Romano Imperatore nel 1765 alla morte del padre Francesco I e,dopo anni di condivisione del trono dei possedimenti asburgici con la madre, diviene unico sovrano nel 1780, anno della dipartita della grande Maria Teresa. La politica di Giuseppe II, passata alla storia come “Giuseppinismo”, viene molto discussa e criticata all’interno della corte viennese a causa della sua grande ostilità nei confronti della Chiesa, storicamente legata alla famiglia Asburgo, e per la stima e l’amicizia nutrita dall’Imperatore nei confronti del re di Prussia Federico II di Hohenzollern, storico nemico del Sacro Romano Impero e della compianta Arciduchessa d’Austria Maria Teresa. Da perfetto sovrano illuminato, Giuseppe II promulga, nell’ambito delle sue “riforme sociali” una serie di decreti imperiali atti a migliorare le condizioni di vita del popolo favorendo l’istituzione di nuove mense, rifugi per gli orfani, scuole pubbliche ed ambulatori dove somministrare i primi rudimentali tipi di vaccino per le malattie all’epoca più comuni. Tra il 1781 e il 1785, Giuseppe II abolisce, almeno formalmente, la servitù della gleba all’interno del Sacro Romano Impero sollevando i contadini dall’obbligo di pagare la decima al clero e ai signori locali: questo comportamento causa lo scontento generale dei nobili e il logoramento dei rapporti diplomatici tra la Chiesa di Roma e Vienna. Nel 1790, dopo essere stato sconfitto in alcune campagne militari da lui tentate, il Sacro Romano Imperatore Giuseppe II muore lasciando l’ordine di far incidere sulla sua lapide la frase “Qui giace Giuseppe II, colui che fallì qualsiasi cosa intraprese”. Gli succede al trono del Sacro Romano Impero il fratello e Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, che prenderà il nome di Leopoldo II. Tornando alla moneta… il Kronenthaler, noto anche come Tallero delle Corone o, più popolarmente, come “Crocione”, viene coniato per la prima volta nel 1755 durante il regno dei sovrani Francesco I di Lorena (Sacro Romano Imperatore) e Maria Teresa d’Asburgo (Arciduchessa d’Austria…) e viene destinato alla circolazione interna ai Paesi Bassi Austriaci. Assieme ai sottomultipli da Mezzo e Quarto di Tallero, continua ad essere battuto anche durante i regni di Giuseppe II, Leopoldo II e Francesco II d’Asburgo-Lorena. Vista la grande popolarità acquisita dalla moneta sul suolo europeo, questa viene coniata anche all’interno di altre zecche imperiali come Vienna, Praga... e molte altre (tra le quali si può annoverare anche la zecca italiana di Milano). Uno degli episodi più eclatanti avvenuti sul suolo dei Paesi Bassi Austriaci durante il regno di Giuseppe II d'Asburgo-Lorena è senza dubbio l’evento passato alla Storia come “Guerra della Marmitta”. La vicenda, che si svolse nel 1785, nacque dalle pretese del Sacro Romano Imperatore Giuseppe II nei confronti della Repubblica delle Sette Province Unite: egli rivendicava per i Paesi Bassi Austriaci territori nelle Fiandre e nel Limburgo, diritti commerciali verso le colonie olandesi e, soprattutto, la riapertura della navigazione sul fiume Schelda, chiuso dagli olandesi da oltre un secolo e causa del decadimento commerciale del porto di Anversa. L’intransigenza delle due parti fece temere un conflitto armato, ma la crisi non degenerò mai in una vera guerra. La denominazione beffarda di “Guerra della Marmitta” si deve alla propaganda olandese che volle ridicolizzare l’incidente diplomatico: secondo la versione popolare, l’unico colpo sparato dall’imbarcazione difensiva olandese Dolfjin durante l’intera contesa fu quello che perforò una semplice marmitta di rame posta sul brigantino armato Le Louis che, decorato del vessillo imperiale asburgico, era posto a capo della spedizione militare austriaca composta da altre due piccole imbarcazioni. Fortunatamente, la mediazione di Luigi XVI Re di Francia riuscì a scongiurare lo scontro aperto (il colpo sparato contro il brigantino Le Louis fu visto da Giuseppe II come un grave insulto alla bandiera del Sacro Romano Impero) conducendo al Trattato di Fontainebleau che ristabilì la pace, pur senza soddisfare appieno le ambizioni austriache. L’episodio, apparentemente marginale e quasi “comico” dato che l’unica “vittima” mietuta fu una marmitta di rame austriaca, lasciò tuttavia un segno profondo: da un lato mise in luce i limiti della politica di Giuseppe II d’Asburgo-Lorena, dall’altro alimentò le tensioni interne alle Sette Province Unite, dove la figura dello statolder Guglielmo V, reo di mettere continuamente a rischio di guerra il suo Paese, venne duramente contestata.-
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Il 3 Kreutzer di Francesco I, Imperatore d'Austria
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Sperando di essere nella sezione giusta... Buon pomeriggio a tutti! Quest’oggi vorrei presentarvi una moneta che ormai da qualche tempo è presente nella mia collezione: si tratta di un 3 Kreutzer del 1812 coniato per l’Impero Austriaco durante il regno di Francesco I d’Asburgo-Lorena all’interno della zecca slovacca di Kremntiz (B). Per parlare di questo interessante pezzo è opportuno fare piccola introduzione storica che ci porta indietro di qualche anno rispetto alla data coniata sulla moneta… Nel 1804, mentre a Parigi Napoleone Bonaparte si auto-proclama Imperatore dei Francesi, il Kaiser Francesco II d’Asburgo-Lorena, temendo che le truppe francesi in avanzata sul suolo europeo riuscissero a sbaragliare l’esercito Imperiale ponendo fine all’egemonia asburgica sul Sacro Romano Impero, si nomina erede al trono dell’Impero Austriaco, una nuova entità statale da lui creata accorpando i vari possedimenti legati alla sua figura di capo della Casata d’Asburgo-Lorena (Arciducato d’Austria, Regno d’Ungheria, Boemia, Croazia…) per preservare i suoi titoli e la sua dignità di Imperatore, rimanendo, in caso di caduta del Sacro Romano Impero, un omologo del suo avversario francese. Giunta a Vienna la notizia di una possibile incoronazione di Napoleone I a Sacro Romano Imperatore come effetto della Pace di Presburgo, il 6 Agosto 1806 Francesco II riesce a mettere in atto il suo piano facendo ufficialmente crollare l’antica istituzione del Sacro Romano Impero con la sua abdicazione che, liberando da ogni vincolo gli Stati dipendenti dalla sua persona e destituendo tutti i Principi Elettori dalle loro cariche, rendeva del tutto impossibile, in seguito alla sua rinuncia, eleggere un nuovo Imperatore dei Romani. Come predisposto dall’Imperatore ai sensi del Decreto Imperiale del 1804, dalle ceneri dell’Impero di Carlo Magno nasce il nuovo Impero Austriaco, da lui guidato con il nome e la titolatura di Francesco I Per Grazia di Dio Imperatore d’Austria, Re di Ungheria, Boemia, Croazia e Slavonia ecc… (molto spesso Francesco I d’Asburgo-Lorena Imperatore d’Austria viene scambiato per il nonno Francesco I di Lorena Sacro Romano Imperatore che, per essere più chiari, può essere correttamente indicato come Francesco I Stefano di Lorena….piccola divagazione 😄) Tornando alla moneta… il pezzo che oggi vi presento, testimonia questo tumultuoso periodo storico durante il quale, messi da parte i vecchi conii dei 3 Kreuzer del Sacro Romano Impero, le zecche del neonato Impero Austriaco si trovano a dover battere questa nuova serie con il nome e l’effigie di Francesco I (non più II). Una delle cose che più risaltano in questo pezzo per chi ha spesso tra le mani conii asburgici è la totale scomparsa del latino che, da sempre usato nelle titolature imperiali, lascia lo spazio alla lingua tedesca (molto probabilmente un’azione atta ad “avvicinare” la figura del sovrano al popolo...anche se i più poveri, nonostante il solido sistema d'istruzione asburgico, non sapevano leggere nessuna di queste due lingue) facendo così mutare la legenda in FRANZ KAI V OES KÖ Z HU BÖ GAL U LO ossia Franz Kaiser von Österreich, König zur Böhmen, Galizien, Ungarn, Lodomerien. Inoltre, è presente la dicitura SCHEIDEMÜNZE DER WIENER WAEHRUNG, ossia “Moneta divisionale (o spicciola) della valuta viennese” Come potete ben vedere la moneta in mio possesso è stata forata: personalmente mi piace immaginare che questo tondello, seppur di modulo non proprio piccolo (diametro 33 mm, peso circa 8,75 g) sia stata portato, magari al collo, da qualche cittadino austriaco molto legato al suo Imperatore e alla sua Patria durante il tumultuoso periodo delle Guerre Napoleoniche… Dal mio punto di vista, ritengo che i 3 Kreutzer di questa serie siano veramente delle monete “riuscite” poiché sono molto belle e piacevoli da osservare e studiare sia dal punto di vista prettamente numismatico che dal punto di vista storico. Forse mi sono dilungato un po' troppo ma quando si parla di Storia mi piace essere esaustivo 😄.- 7 commenti
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Prezzi mercato Ag/Nb Austria-Lussemburgo-Lettonia
lukatta ha aggiunto un nuovo link in Euro Monete da collezione Italiane e delle altre Zecche Europee.
Buongiorno a tutti.. Da poco mi sono buttato in questa nuova collezione, cioè nelle Argento/Niobio austriache e lussemburghesi, a mio parere molto belle e molto particolari. Cominciando da zero (e quindi dovendo recuperare tutte le monete degli anni passati) ho cominciato facendomi un'idea di quelli che sono i prezzi di mercato dei 25 euro Austria e dei 5 euro Lussemburgo. Pian piano ho cominciato a raccogliere informazioni sul venduto principalmente dalla Baia, vista la quantità considerevole di monete che ogni giorno vengono inserite. Partendo da 3 mesi fa, ho raccolto tutti i dati sul venduto (sia in asta che compralo subito) e l'ho raggruppato in un file di excel. Poi aggiungi un informazione qua ed una là e mi son ritrovato in mano un lavoro che penso e spero sia molto utile per chi si avvicina ora o vuole portare avanti questa collezione. Per ogni moneta mostra principalmente gli oggetti venduti, con un media d'asta che rende bene l'idea del prezzo ed un grafico che mostra l'andamento del prezzo nel tempo. Questo file ovviamente ogni tanto sarà ripubblicato aggiornato, in quanto il tempo passa ed i prezzi (forse) cambiano. Una cosa importante è che io ho tenuto conto SOLAMENTE delle monete complete, ovvero con il box, certificato e cartone esterno. Questo perché il prezzo potrebbe variare di molto in difetto per monete a cui manca qualcosa! Ho deciso di condividere tutto questo perchè ho notato che moltissime persone si avvicinano o si sono avvicinate da poco a queste monete. Questo mercato è in continua evoluzione, è bene evitare di strapagare queste monete, tanto prima o poi l'occasione salta sempre fuori! Accetto qualsiasi tipo di consiglio su come migliorare ulteriormente questa piccola guida o implementare informazioni e ovviamente se si vuol discutere dei prezzi o di queste meravigliose monete, ben venga!! :lol: Prezzi monete niobio al 18-04-16.zip -
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Aster8807 ha aggiunto un nuovo link in Richiesta Identificazione/valutazione/autenticità
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Cascina, Toscana - IT
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La cultura di Hallstatt (1200 a.C. - 500 a.C.) è stata una cultura dell'Europa centrale dell'età del bronzo e degli inizi dell'età del ferro. Prende il nome dalla cittadina di Hallstatt, nei pressi di Salisburgo (Salzkammergut), nei dintorni del quale è stato rinvenuto il sito tipo attribuito a tale cultura. Nel 1846 Johann Georg Ramsauer, direttore delle locali miniere, scoprì una grande necropoli preistorica del I millennio a.C. Gli scavi proseguirono nella seconda metà del XIX secolo, fino al 1876, ad opera dall'Accademia delle scienze di Vienna, portando alla scoperta di oltre mille tombe con una ricca suppellettile funeraria. Gli oggetti si erano conservati particolarmente bene a causa della salinità del suolo. Lo stile e la decorazione degli oggetti rinvenuti erano fortemente caratteristici e oggetti simili erano diffusi in gran parte dell'Europa. A causa dell'importanza della scoperta il sito diede il nome alla fase più antica dell'età del ferro nella cronologia elaborata nel 1872 dall'archeologo svedese Hans Hildebrand, mentre la fase più recente dell'età del ferro prendeva il nome dal sito di La Tène (Cultura di La Tène). Gli abitanti del sito sfruttarono le miniere di salgemma esistenti nell'area, da cui si ricavava il sale, indispensabile ovunque per la conservazione dei cibi e che comportava intensi scambi commerciali. Il sito declinò con l'inizio dello sfruttamento delle vicine miniere di Hallein e fu abbandonato per una frana nel IV secolo a.C. Nella necropoli le sepolture a inumazione sono di poco più numerose di quelle a incinerazione. Le fasi La cultura di Hallstatt si sviluppò tra il XIII e il VI secolo a.C., come probabile evoluzione della "cultura dei campi di urne" a cui inizialmente si sovrappone, e fu suddivisa in quattro fasi principali: Hallstatt A e Hallstatt B corrispondono alla tarda età del bronzo (1200-800 a.C. ca.) Hallstatt C corrisponde agli inizi dell'età del ferro (800-600 a.C. ca.) e alle tombe a tumulo principesche Hallstatt D (600-500 a.C. ca.) l'area occidentale, probabilmente in connessione con il commercio verso il Mediterraneo, acquista una maggiore importanza La ceramica e gli oggetti di ornamento presentano ugualmente significative differenze tra i diversi periodi. La cultura di Hallstatt è collegata alla formazione dei Protocelti. La diffusione Collocazione della Cultura di Hallstatt (XIII-VI secolo a.C.). Si possono inoltre distinguere in questa cultura un'area orientale (Croazia, Slovenia, Ungheria occidentale, Austria, Moravia, Slovacchia) e un'area occidentale (Italia settentrionale, Svizzera, Francia orientale, Germania e Boemia). Gli scambi commerciali e i movimenti migratori delle popolazioni diffusero ulteriormente la cultura di Hallstatt nella metà orientale della penisola iberica e nelle isole britanniche. Contatti commerciali Il commercio con la Grecia, che probabilmente si svolgeva a partire dalla colonia di Massalia (Marsiglia) è attestato dal ritrovamento di vasi in ceramica a figure nere di stile Attico nelle tombe più ricche delle fasi più tarde. Sono attestate inoltre importazioni di lussuose opere toreutiche dall'Etruria. Si importavano inoltre ambra, avorio e vino. Alcuni ritrovamenti avevano fatto pensare alla presenza di importazioni di tessuti di seta dall'oriente, ma analisi recenti hanno smentito questa ipotesi. Dal sud veniva importata una tintura rossa. I tumuli principeschi Girocollo in ambra. Corazze ed elmo dall'Austria Nelle zone centrali della cultura di Hallstatt si rinvennero tombe particolarmente ricche sotto grandi tumuli, riferibili cronologicamente alla fase finale di questa cultura. Ai tumuli sono associati abitati fortificati in altura. I corredi presentano spesso beni di lusso di importazione, che testimoniano dei numerosi contatti commerciali. Le tombe contengono spesso carri da guerra a quattro ruote e finimenti da cavallo. Tra gli esempi più noti si possono citare i tumuli di Býčí Skála ("Roccia del Toro"), di Vix e di Hochdorf an der Enz. Un modello di carro da guerra fatto in piombo è stato rinvenuto nel sito di Frögg, in Carinzia. I siti fortificati comprendono spesso officine per la lavorazione del bronzo, dell'argento e dell'oro. Si possono citare i siti di Heuneburg, nell'alta valle del Danubio, nella cui necropoli sono stati rinvenuti nove grandi tumuli, di Mont Lassois presso Châtillon-sur-Seine, nella Francia orientale, con la ricca tomba di Vix, e di Molpir nella Repubblica Ceca. Di particolare pregio artistico gli elaborati gioielli di bronzo e di oro, e le stele scolpite, come il celebre guerriero di Hirschlanden.
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Scavano per realizzare paramassi e scoprono tomba antichissima. Con gioielli di bronzo e un coltello. Tracce di stoffa Durante l’attuale campagna di scavi del Museo di storia naturale di Vienna presso l’Hallstatt Salzberg, gli archeologi si sono imbattuti in molti nuovi reperti. Il più notevole è una tomba a cremazione con oggetti in bronzo che sono ancora in ottime condizioni. Durante il sapiente recupero dei reperti metallici, sono stati scoperti resti di tessuto straordinariamente ben conservati. Lo comunica il NhM Naturhistorisches Museum Wien. Hallstatt – circa 800 abitanti, nell’Alta Austria, municipio a 511 metri sul livello del mare – è il villaggio nel cui territorio è stata trovata ora la nuova tomba preistorica. Il piccolo paese – per la presenza di miniere antichissime – ha dato il nome alla Cultura di Hallstatt, risalente agli inizi dell’età del ferro, ed è nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO insieme al massiccio del Dachstein e alla regione di Salzkammergut. In Cina esiste una copia pressoché identica di Hallstatt realizzata da una ricca società mineraria. Riportiamo lo sguardo sullo scavo. “Non è solo il buono stato di conservazione dei costumi e dei gioielli che sono stati deposti nella tomba a essere degno di nota”, spiega Mag. Johann Rudorfer, ricercatore associato presso il Dipartimento di preistoria del NHM Vienna e capo dell’Obertag scavi di ricerca, “ma anche il fatto che siamo riusciti a identificare una fossa sepolcrale chiaramente riconoscibile ci ispira. L’area è stata ampiamente indagata archeologicamente nel XIX secolo, ma è stata prestata poca attenzione ad alcuni dettagli, come la costruzione di questa tomba”. Il Piano di controllo dei torrenti e delle valanghe nell’Alta Austria sta attualmente portando alla realizzazione di un sistema di protezione contro la caduta massi per proteggere la città di Hallstatt dall’improvvisa frattura delle rocce, che poi cadono a valle. Questo progetto di protezione attraversa esattamente il cimitero dell’età del ferro che fu scoperto nel 1846 dal maestro della miniera delle saline, Johann Georg Ramsauer (1795–1874), e sistematicamente esaminato archeologicamente fino al 1863. A quel tempo, Ramsauer scoprì circa 1.000 tombe con ricchi oggetti e la maggior parte degli oggetti dei suoi scavi arrivò a Vienna. Dai suoi scavi esistono protocolli estesi, descrizioni di tombe e planimetrie del campo di sepoltura, nonché molte tavole ad acquerello con tombe e tipi di reperti. Il suo meticoloso lavoro, in particolare la precisa documentazione del ricco contenuto della tomba, ha contribuito al fatto che il sito ha dato il nome a un’intera epoca della storia culturale europea, il periodo di Hallstatt. Gli archeologi stanno ora cogliendo i lavori di costruzione in corso come un’opportunità per riaprire e rivedere le indagini sulla necropoli dell’età del ferro del XIX secolo. Il bracciale di bronzo @ NhM Naturhistorisches Museum Wien Sulla base dell’ubicazione della nuova tomba, gli archeologi concludono che si tratta di una tomba autonoma sconosciuta che non è stata scavata ed è stata quindi conservata sul posto. Uno dei reperti tombali è un massiccio anello da braccio a coste che probabilmente era indossato sulla parte superiore del braccio. Lo vediamo nell’immagine qui sopra. @ NhM Naturhistorisches Museum Wien Inoltre, anch’esse in bronzo, spire di filo sottile giacevano sopra un cumulo di cremazione (le ossa bruciate), che probabilmente rappresentano parti di fibule, cioè fermagli di mantello. Completano l’insieme dei reperti la lama di un coltello in bronzo con tracce di manico in legno ancora attaccate alla piastra del manico e un pezzo in ferro che può essere considerato parte di un raccordo per cintura, nonché un osso animale come i resti di un alimento. Tutti gli oggetti sono stati probabilmente rotti o piegati intenzionalmente. Qui sotto vediamo indicato il pezzo di ferro che blocca la fibbia di bronzo. La presenza di un minuscolo pezzo di ferro può dirci che il defunto, nonostante tutto il corredo di bronzo, sia vissuto forse all’inizio dell’età del Ferro, in un’area proprio specializzata nel recupero del minerale e nella fusione del nuovo possente metallo. @ NhM Naturhistorisches Museum Wien La vera sensazione è diventata evidente solo quando i reperti sono stati recuperati: ogni pezzo è stato meticolosamente rimosso dal complesso strettamente annesso. Allo stesso tempo, sul lato inferiore dei dischi a spirale si sono rese visibili impronte facilmente riconoscibili di un tessuto, che si sono conservate nel corso di un lungo processo di mineralizzazione del terreno. Questo potrebbe fornire la prova per la prima volta di un contenitore organico in cui la cremazione è stata riempita quando è stata deposta nel terreno. A differenza di altri cimiteri di Hallstatt e dei primi cimiteri di La Tène che venivano usati contemporaneamente, le urne sono state trovate solo raramente ad Hallstatt. “Di solito troviamo solo un mucchio con le piccole ossa e un po’ di cenere, ma è così compatto che abbiamo sempre sospettato dei piccoli sacchi di stoffa o pelle. Ora le prove di ciò sono state probabilmente fornite”, afferma l’archeologo del NHM Vienna. Sebbene solo l’uno per cento dell’area sgomberata dai torrenti e dalle barriere valanghe nell’Alta Austria per i nuovi lavori paramassi venga esaminato archeologicamente, si possono riportare risultati scientifici preziosi. “Così ora sappiamo che i vecchi scavi probabilmente non includevano tutti i reperti tombali. La movimentazione di reperti che non sono stati trasportati in strutture museali è resa evidente anche dal ritrovamento di ulteriori reperti smarriti e di singoli cumuli di ossa umane provenienti da sepolture di salme. Secondo la documentazione grafica, questi venivano prelevati dalle tombe per deporli nel terreno nelle loro immediate vicinanze”. Il cimitero nell’alta valle sopra la città di Hallstatt è uno dei luoghi di sepoltura preistorici più importanti d’Europa. Finora sono state scoperte e documentate più di 1.500 tombe. Sono stati ritrovati numerosi corredi funerari, alcuni dei quali magnifici vasi, armi e gioielli, che testimoniano la prosperità e le relazioni commerciali di vasta portata derivanti dall’estrazione e dal commercio del sale. Finora, le proiezioni hanno parlato di circa 5.000 sepolture che si dice siano avvenute nella parte bassa dell’alta valle sul Salzberg. A causa di una densità di occupazione dimostrabilmente ancora più elevata, che potrebbe essere determinata durante lo scavo più recente, Sebbene il cimitero sia ben documentato, si sa relativamente poco della storia dell’insediamento della miniera di sale di Hallstatt. Nell’ambito dello scavo di ricerca annuale del NHM Vienna, che viene effettuato in un altro punto dell’alta valle con il supporto di Salzwelten e Salinen Austria AG, gli scienziati stanno cercando di localizzare un complesso edilizio in legno della tarda età del bronzo (1.200 – 800 aC) da registrare integralmente. Lì, l’area di indagine dovrà essere successivamente ampliata nei prossimi anni, e il team probabilmente si imbatterà prima in altre tombe che sono state scavate lì solo molto più tardi. L’esplorazione del cimitero dell’età del ferro è tutt’altro che finita. Con i moderni metodi di scavo e documentazione, è possibile chiarire qui anche ulteriori domande di ricerca che non hanno ancora trovato risposta. https://www.stilearte.it/scavano-per-realizzare-paramassi-e-scoprono-tomba-antichissima-con-gioielli-di-bronzo-e-un-coltello-tracce-di-stoffa/
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Knights' Tales - Chivalry (Cavalleria)
Acca ha aggiunto un nuovo link in Euro Monete da collezione Italiane e delle altre Zecche Europee.
Buongiorno a tutti quanti, non scrivo su questo forum ormai da molto tempo, ma il mio interesse per le monete lato sensu non si è spento insieme alla mia pigrizia. Dopo essere rimasto affascinato dalla serie di monete da €10 intitolata "Knights’ Tales" (Münze Österreich), ho deciso di cominciare a collezionare queste monete. È stato proprio il fascino che mi ha suscitato l’arte racchiusa in questi piccoli gioielli a spingermi alla curiosità, al desiderio di approfondire le mie conoscenze su questo mondo straordinario e, in parte, dimenticato. Per questo motivo vorrei raccontare anche a voi la magica storia che è racchiusa nella collezione di Knights’ Tales. "Knights’ Tales is a fascinating five-coin series in which we travel back in time to a bygone age that was notorious for being bloody and brutal. But the Middle Ages was also the age of chivalry, when high-born warriors known as knights rode into battle on horseback dressed in full armour. The code of chivalry was a combination of the warrior ethos, piety, nobility and gallantry.” Così comincia la descrizione, sul sito della zecca austriaca, della prima moneta di questa serie (Chivalry), che porta con sé l’intento di viaggiare indietro nel tempo. Una serie incentrata sui cavalieri del Medioevo, che ripercorre le loro gesta in cinque coniazioni: Chivalry (Cavalleria); Adventure (Avventura); Courage (Coraggio); Fortitude (Forza d’animo, carisma); Brotherhood (Fratellanza). L’intento non è quello di rappresentare la sanguinosa vita di un cavaliere dedito alle battaglie, ma di narrare i valori che rendono un cavaliere un vero e proprio eroe, che rappresenta i più alti ideali di nobiltà. Per fare questo ci viene in aiuto la figura di Massimiliano I d’Asburgo, che è stato imperatore del Sacro Romano Impero dal 1493 al 1519 e che viene raffigurato sulla moneta Chivalry nell’atto di tenere in mano una lancia. Al suo fianco, invece, troviamo il suo stemma, che viene sorretto (in modo, oserei dire, decisamente solenne ed eroico) da un leone araldico. Sul retro della moneta possiamo invece ammirare una splendida scena di un torneo medievale, la cosiddetta Giostra cavalleresca: i dettagli dell’armatura sono stupendi e, anche su una moneta da 32 mm di diametro, riescono ad essere incredibilmente particolareggiati. Massimiliano I passò alla storia per il suo coraggio durante questi tornei, un coraggio da vero cavaliere medievale. La storia di questo imperatore si incastra perfettamente in quel periodo storico di passaggio tra il Medioevo ed il Rinascimento e probabilmente egli incarnava gli ideali di entrambi questi mondi. Da un lato, infatti, era un esempio di eroismo e nobiltà, dall’altro, invece, un vero e proprio mecenate delle arti. Avrei voluto mettervi anche le immagini, ma non so se, proveniendo dalla zecca austriaca, siano protette da copyright. Se qualcuno dovesse avere qualche info a riguardo, mi faccia pure sapere. Ad ogni modo potete trovarle nel link qui sotto. Per approfondimenti: https://www.muenzeoesterreich.at/eng/produkte/chivalry -
Buona serata Ho dato uno sguardo alla scheda relativa al cardinale e vescovo-conte Migazzi https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME8A/65 E ho notato che mancano alcune tipologie.
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Lexicon Maria Theresien Taler 1780 2a edizione
incuso ha aggiunto un nuovo link in Bibliografia numismatica, riviste e novita' editoriali
Ho ricevuto giusto giusto oggi il Walter Hafner, Lexicon Maria Theresien Taler 1780, 2016 dedicato ai talleri di convenzione 1780 di Maria Teresa. È una seconda edizione che sostituisce il precedente libretto del 1784 Innanzitutto cambia il formato, non più un libretto di 12x20 cm ma un A4 e soprattutto a colori! Migliorate le foto e, un pochetto, le descrizioni. Ai vecchi disegni del precedente si aggiungono foto ingrandite di particolari come il contorno. Però però... i disegnini erano utili e piuttosto intuitivi e di fatto alcune informazioni sono del tutto sparite (ad esempio quella dei 2 puntini nello scudetto).- 9 commenti
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Medaglia del giorno 13 settembre - Visita di Giovanni Paolo II a Mariazell
fabio22 ha aggiunto un nuovo link in Monete e Medaglie Pontificie
Il 13 settembre 1983 San Giovanni Paolo II, a conclusione della visita pastorale in Austria, si reca a Mariazell e celebra la Santa Messa sul sagrato del Santuario della Natività della Beata Vergine Maria. La medaglia, coniata in Austria con fondi specchio, ricorda questo pellegrinaggio a termine del ventesimo viaggio Apostolico di Papa Wojtyla. Si ringrazia la Numismatica Helbedel di Salisburgo per aver prestato l'immagine della medaglia presente in scheda https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-F265/65 -
Moneta Austria 1780
Michelelois ha aggiunto un nuovo link in Richiesta Identificazione/valutazione/autenticità
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Lombardia Marengo austriaco e Sterlina vecchio conio
Atreiu ha aggiunto un nuovo link in Monetazione degli Stati Preunitari (1800-1860)
Ciao a tutti, Spero che la sezione sia giusta.... Ho trovato queste due monete rovistando tra vecchie cose. Dunque, le potrei tenere, ma preferirei venderle. Sul sito della Bolaffi ho visto che valgono sui 219-237€ (domanda e offerta) per il Marengo e 277-299€ per la Sterlina vecchio conio e così ho scritto una mail, prima di presentarmi direttamente in una delle sedi. Non ho ancora avuto risposta. Ho scritto ad un negozio italiano (non so se posso fare il nome) e mi hanno dato una valutazione accettabile per il Marengo e 181€ per la sterlina oro. Da qualche parte, forse in questo forum, ho letto che le monete d'oro vengono valutate per l'oro che le ricopre. Quindi io mi sto chiedendo: è meglio che vado a un orocash? O è meglio che la vendo a un numismatico? O forse è meglio che le metto all'asta? Perdonate l'ignoranza, ma non sono un esperto, sto cercando un consiglio. Grazie a tutti- 4 commenti
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Valore moneta Maria Teresa
Aerdna94 ha aggiunto un nuovo link in Richiesta Identificazione/valutazione/autenticità
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(EURO) Vendo monete Vaticano Austria e Italia
andreacap ha aggiunto un nuovo link in Annunci Numismatici
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Maria Anna di Savoia Regina d'Ungheria
claudioc47 ha aggiunto un nuovo link in Monete e Medaglie dei Savoia prima dell'unità d'Italia
Medaglia coniata in occasione dell'incoronazione di Maria Anna di Savoia a Regina d'Ungheria con il marito Ferdinando I d'Austria nel settembre del 1837. Bronzo 47 mm. 76,32 gr. con bellissima patina. Maria Anna di Savoia rappresenta la trade union di tre le Case Reali Europee, i Savoia, gli Asburgo e i Borbone, e questa è la sua storia. MARIA ANNA di SAVOIA (Roma1803-Praga1884) Figlia di Vittorio Emanuele I di Savoia re di Sardegna e duca d'Aosta, e di Maria Teresa d’Asburgo-Este, aveva una sorella gemella, Maria Teresa. Rifugiatisi a Cagliari a causa dell’occupazione francese, i Savoia abitarono per otto anni, in forti ristrettezze economiche, fino alla caduta di Napoleone. Maria Anna, fece il suo primo ingresso a Torino nel 1814. Suo padre era ora re di Sardegna col nome di Vittorio Emanuele I. Dopo l’abdicazione di suo padre a favore del fratello Carlo Felice, il 13 marzo 1821, Maria Anna, con i genitori e i fratelli, iniziò una serie di viaggi: prima a Racconigi poi a Moncalieri ove nel 1824 si spense suo padre. Nel 1830 Francesco I d’Austria scelse per suo figlio Ferdinando I d’Austria come sposa la ventottenne Maria Anna. Le nozze avvennero a Vienna il 27 febbraio 1831. Ferdinando era stato incoronato re d’Ungheria il 28 ottobre 1830 e, in quanto primo figlio maschio, era destinato a succedere al padre. Nel 1832 morì sua madre Maria Teresa e Maria Anna si preoccupò di sistemare sua sorella minore Maria Cristina di Savoia, a cui trovò un marito degno del suo rango in Ferdinando II di Borbone Dall'unione sarebbe nato l'ultimo re delle Due Sicilie Francesco II di Borbone. Il 2 marzo 1835 morì Francesco I, così che Maria Anna e il marito divennero imperatori d'Austria. L'anno dopo, il 2 settembre 1836, presso la Cattedrale di Praga gli imperatori vennero incoronati sovrani di Boemia. Presso il Duomo di Milano, il 6 settembre 1838, la coppia fu incoronata re e regina del Lombardo-Veneto. Il 2 dicembre 1848, durante i moti rivoluzionari, arrivò la decisione finale di Ferdinando: abdicare. La corona imperiale passò allora a suo nipote Francesco Giuseppe d’Austria, che mantenne la corona imperiale per 68 anni. Maria Anna lasciò la corte viennese e si trasferì col marito a Praga. Rimasero lì per tutto il resto della loro vita. Ferdinando morì il 29 giugno 1875. Maria Anna lo seguì nove anni dopo il 4 maggio 1884. Con Maria Anna si estingue definitivamente il ramo principale dei Savoia.
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