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IGNORED

Scudo da 10 Paoli 1797


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non è rara e non è certo di notevole qualità ma trovo che abbia comunque un incredibile fascino.

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SCUDO DA 10 PAOLI 1797 argento 833‰ gr. 28,850 - ø 39,89 mm

D/ POPVLVS ET - SENATVS BON stemma di Bologna sormontato da testa leonina frontale ed artigli, tra due rami di alloro; in esergo P 10 1797

Rv: PRÆSIDIVM ✸ - ✸ ETDECVS Beata Vergine con Bambino su nubi, sotto veduta di Bologna con mura diritte, e torre della Garisenda a sinistra della torre degli Asinelli.

Contorno: foglie larghe in rilievo ↑

incisore Petronio Tadolini

Riferimento Cassanelli 47 (U-27), Serafini 42 e 43, CNI 44, Pagani 36b, Bellocchi 1315, Chimenti 1189 var II.

Moneta Comune

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Complimenti, è una moneta che comunque ha il suo fascino,rappresentà l'identità e la città in un momento storico importante, ma soprattutto l'immagine della Beata Vergine col Bambino mi piace molto come segno, come simbolo, questo suo voler essere in alto tra le nuvole e voler sovrastare la città e le cose terrene e nel contempo dall'alto proteggere gli abitanti della città, una bella rappresentazione sicuramente e una moneta significativa, dall'alto valore,

Mario

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Inviato (modificato)

Concordo a pieno con quanto hai scritto, per altri motivi sto studiando la monetazione della Repubblica di Bologna, o Governo Popolare di Bologna oppure Repubblica Cispadana. Nel caos degli eventi si sono persi anche i numismatici. E' una monetazione, quella dello scudo, davvero coinvolgente che riflette perfettmente gli stati d'animo della popolazione divisa tra il vecchio della tranquillità dello Stato Pontificio ed il nuovo della Repubblica che avanza come un fiume in piena.

Lo scudo ha tre emissioni principali che per simbologia rispecchiano l'evoluzione repubblicana.

Gli Assunti di Zecca tra cui il conte Ferdinando Marescalchi che riveste ruolo fondamentele nell'evoluzione iconografica dello scudo da 10 paoli, propendono per trasformare le verghe presenti in zecca in moneta. Credo per due ragioni, la prima che ... non sparissero nel nulla durante la rivoluzione e la seconda per dare un segno tangibile del cambiamento politico.

La faccio breve ... decidono per una nuova moneta che rompa con il passato e, dopo lungo tergiversare autorizzano l'emissione di una monete da 10 once di fino 833 millesimi per 29 grammi in modo da compensare il fatto non fosse ad 11 once di fino come le piastre papali (non erano in grado di raffinare l'argento sino a 11 once di fino).

Al diritto la legenda reca un COMUNITAS ET SENATUS BONON molto giacobino, forse troppo; al rovescio, per precisa disposizione deli Assunti doveva essere raffigurata la Beata Vergine ed il Bambino.

Incarico per i conii è affidato a Petronio Todolini, il qualse di ispira da prima alle monete del '600 bolognese che riportano questa rappresentazione e poi all'affresco del Francia della "Madonna del Terremoto". La moneta rappresenta la Madonna in alto che protegge la città (Bologna era cattolicissima) cui la città ha sempre fatto voto nei momenti del bisogno; a destra il Colle della Guardia con il Santuario di San Luca ed a sinistra un immenso e sproporzionato albero della libertà, in primissimo piano a ricordare alla cittadinanza il cambiamento politico.

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Come spesso accade durante le rivoluzioni di diventa più realisti del re,

Modificato da picchio
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Bello,anche più bello questo del 1796, con una raffigurazione della città più completa e dettagliata, per rendere la discussione più partecipe posto questo scudo del 1797, non di grande conservazione, a dir la verità non sono poi un patito delle conservazioni, con dei difetti al diritto, ma mi erano piaciute all'epoca la espressività comunque sia della Beata Vergine che del Bambino e queste nuvole che sembrano uscire dalla moneta in gran risalto.

Veduta della città con gli aspetti essenziali come in quello di Picchio postato sopra, peso gr. 28, 93, diametro 39,00.

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... ma chi se ne importa delle conservazioni Dabbene ! La conservazione ha un interesse quasi esclusivamente estetico e commerciale, non numismatico. Siamo troppo vincolati alla conservazione e ne abbiamo fatto uno strumento numismatico. Notiamo subito delle differenze tra lo scudo da me postato e quello di Dabbene.

Sarebbe improtante per capirne il passaggio il tipo intemedio che posto:

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Nei primi giorni della Repubblica fu fatto, in un concetto giacobino di eguaglianza, d'obbligo la cancellazione di tutti i titoli, da quelli nobiliari a quelli di mansione. Causando una sorta di caccia al nobile (che per assurdo tra i primi ad appoggiare la rivoluzione). Furono divelti gli scudi sui portali sulle case patriarcali, e scempio di statue che li raffiguravano. Prima che la situazione sfuggisse di mano, fu rivisitato l'ordine di cancellazione con una calda raccomandazione ai nobili che fossero loro stessi a rinunciarvi. In questo contesto sulle monete fu sostituita COMUNITAS con POPULUS per rendere meno "invasivo" il nuovo governo.

Il rovescio rimane invariato con l'albero della Libertà in primo piano.

In seguito con la situazione ancora calda, si decise per il nuovo rovescio di concezione cattolica con la Beata Vergine che sovrasta e protegge la città di Bologna racchiusa nelle mura.

Nel 1796 Petronio Tadolini approntò numerosissimi conii con l'ultilizzo di piccoli punzoni incisi in positivo, una volta assemblati tra loro volta incidevano il conio. Questa è la ragione per cui questa monetazione ha così tante varianti; inoltre i conii al diritto ed al rovescio venivano accoppiati tra loro casualmente, quindi abbiamo lo stesso rovescio per più conii al dritto e viceversa.

Varianti principali nelle emissioni del 1796 sono la formazione delle mura della città: dritte o poligonali e, la posizione della torre della Garisenda (quella bassa e generalmente inclinata - per intenderci) rispetto alla torre degli Asinelli più alta ed a piombo.

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