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  1. bolognino

    Richiesta id. stemma sigillo

    Salve, sono venuto in possesso di questo sigillo privo di impugnatura, molto probabilmente della fine del XIX secolo. Nel bordo, in corrispondenza della parte superiore dello stemma, è presente una freccia che mi ricorda la broad arrow (simbolo inglese usato nella militaria). Chiedo aiuto agli esperti del forum in merito alla possibile identificazione dello stemma.
  2. E' online il nuovo volume su Bologna, particolarmente interessante. http://www.bdnonline.numismaticadellostato.it/materiali/index.do?id=217 Si tratta dell'ultimo volume curato da Stefano Di Virgilio. I prossimi compariranno a nome di Michele Chimienti e Giovanni B. Vigna.
  3. Ho individuato due tipologie di peso monetale per lo scudo del Governo Popolare di Bologna (1796-1797), che mostro qui di seguito. Non ho mai trovato esemplari per il mezzo scudo: qualcuno ne è, per caso, a conoscenza e ha foto? Grazie mille. Peso monetale dello Scudo da 10 Paoli. Æ dorato. gr. 28,94 Dr. SCUDO DI - BOLOGNA. Stemma della città tra due rami di alloro; in esergo, indicazione di valore. Rv. Anepigrafe. Numismatica Ranieri Peso monetale, Bologna, Governo Popolare, 1796-1797 Scudo AE 28.99 g. 33 mm Editions V. Gadoury - Online Auction 8, Lot 71
  4. Su Ebay è comparso questo scudo del 1796 del Governo Popolare. Variante non comune, che i Cassanelli catalogano come n.15 con abbinamento conii G-9. Prezzo €250,00. Sul CNI è riportato solo il R/; assente su Serafini e su Bellocchi (C. di Risp.); è considerato di rarità RR
  5. Va in stampa oggi “Bandi Monetari Bolognesi dal XIV secolo al XVI secolo- dalle gride gridate alle gride stampate”, lavoro che riassume 30 anni di ricerche in archivio del dott. Michele Chimienti. Solo negli ultimi due anni sono entrato nel progetto, aiutando Michele nella stesura e nella ricerca. Il libro è molto interessante, non solo per chi si interessa di moneta bolognese e per numismatici ma per tutto il nord Italia e tutti gli storici, perché i bandi ci offrono uno spaccato delle alleanze, degli usi e costumi, ecc ecc di tutto il nord Italia (è citata anche Napoli a volte). La prefazione al libro è stata scritta dalla prof. Travaini che da anni spingeva Michele alla pubblicazione di questo libro proprio per la sua grande utilità negli studi. Per la prima volta Michele Chimienti ha accettato di pubblicare un libro tramite editore, e cioè l’amico Alberto d’Andrea. Per la lettura dei Bandi manoscritti siamo stati aiutati dalla dott.ssa Rossella Rinaldi mentre per quelli a stampa dal dott. Franco Raposelli. Il libro sarà in vendita dalla settimana prossima e lo consiglio davvero a tutti quelli che studiano la numismatica medievale del nord Italia!!
  6. Ciao a tutti, ho un esemplare del 10 baiocchi di Pio IX, anno XIII-1858 per Bologna per il quale cui vorrei un parere dai più "specialisti" di questa zecca. In particolare ho confrontato il segno di zecca "B" con quello presente sull'esemplare elencato dal Chimienti (Le monete della zecca di Bologna) al n°1393; su questo la B è "pulita" con i due lobi identici, mentre dall'immagine seguente si nota che ha un disassamento nella linea inferiore ed inoltre il lobo inferiore appare più piccolo dell'altro : Può trattarsi della correzione del conio ricavando la "B" dalla "R" di Roma (Muntoni 75 Var. I) che lo stesso Chimienti cita come " VARIANTE I " ? Dettaglio del segno di zecca : Ciao, RCAMIL.
  7. Nella ormai famosa asta 6 della Numismatica Picena e' stata venduta questa lira i cui dettagli potrete trovare a catalogo: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-BO1689/2 pare che sia estremamente rara, il Chimienti la da come R4. Non ho altri passaggi in asta, ne altre immagini. Vi chiedo gentilmente un'opinione sulla moneta, se conoscete eventuali passaggi d'asta/esemplari conosciuti e qualsiasi informazioni abbiate a disposizione sul tondello e sul Papa in questione. grazie RG
  8. Buongiorno, ecco l'ultima arrivata della serie dei 5 baiocchi in rame di Pio IX per la zecca di Bologna. Forse arriva al BB ma e' un'annata (1853 VIII) molto difficile da trovare. Cosa ne pensate ? Alcune considerazioni: mentre per Roma si trovano in FDC col rame rosso, per Bologna son dolori. Nei vari ctaloghi vengono tutte date per R, ma in realta', per esperienza personale e visto che sono quasi 10 anni che le cerco, alcuni millesimi tipo il 1852 VI si trovano facilmente in buona conservazione, altri te li sogni. E comunque se li trovi sono in bassa/bassissima conservazione. L'unico che le ha tutte e' @wuby2007 che le messe a catalogo, di alcuni millesimi sono le uniche foto che si trovano online. In particolare, sono molto ostiche: 1851 anno VI e soprattutto 1854 anno IX Vi chiedo, siete d'accordo con la rarita' attribuita dai cataloghi ? (R per tutte quelle di Bologna in maniera indiscriminata), c'e' qualcuno che sta provando a costruire la serietta con cui scambiarsi opinioni/consigli ?
  9. Ho preso questo Quattrino catalogato come Bologna - Anonime Papale circa 1360 prima metà del XV secolo. Chimenti 117 diametro mm.14 peso g.0,45 ma non lo trovo ne sul MIR Emilia ne sul Papale c'è quello dei Bentivoglio ma lo stemma credo sia diverso e la città è dalla parte opposta. Cosa mi dite? Grazie F.
  10. Salve a tutti...chi mi aiuta ad identificare questi due gettoni (!?) diametro uguale spessore diverso Grazie in anticipo ragazzi....
  11. Scudo di Gregorio XVI del 1835 per Bologna. Mi manca e vorrei provarci. Sono entrambe in asta. VL nummus dichiarata bb/spl (spatinata con un po' di usura in vista) https://www.sixbid.com/browse.html?auction=4569&category=129281&lot=3754060 Kuenker, qspl (bella patina ma con graffiacci di conio al /R) https://www.sixbid.com/browse.html?auction=4617&category=130995&lot=3796494 basi simili. Voi su quale puntereste ?
  12. Buon fine settimana a tutti, finalmente presento la nuova arrivata in collezione: il mezzo scudo da 5 Paoli del Governo Popolare di Bologna del 1797. E' il mio primo mezzo scudo per questa splendida tipologia che contiene tutti i simboli cari alla citta'. Dovrebbe essere il conio Cassanelli H-7 censita al numero 63 Troverete traccie di questa moneta sparse per varie discussioni nel forum. Queste sono le mie foto (fortunatamente qui ne trovate di migliori). Gradirei pareri anche su conservazione e sulla ricca storia numismatica di queste emissioni rivoluzionarie. Per @Giov60 il coloro della moneta e' un po' piu' scuro della foto di Kuenker , ma non saprei se e' artificiale. Ci sono tracce di patina iridescente che si notano anche nella foto di Kuenker.
  13. Gli scudi e i mezzi scudi del Governo Popolare di Bologna rappresentano un terreno di ricerca per numismatici e appassionati a causa dell’elevato numero di varianti di conio del dritto e del rovescio, oltre al loro relativo accoppiamento. I fratelli Cassanelli nel 2007 hanno catalogato per gli scudi 24 conii del dritto e 30 del rovescio con 50 accoppiamenti; per i mezzi scudi 17 conii del dritto e 20 del rovescio con 29 accoppiamenti. Qui di seguito vorrei presentare alcune ritrovamenti scovati “navigando” nel web. Per una catalogazione degli esemplari utilizzerò la numerazione Cassanelli, che individua codici alfabetici per i dritti e numerici per i rovesci. Scudo con alberello, millesimo in cifre romane D/ (Da sinistra) COMVNITAS • ET • /SENATVS • BONON Esergo * MDCCXCVI * // * * * R/ (Da sinistra) * PRӔSIDIVM */ * ET *DECVS * Esergo • BON • DOCET • Accoppiamento inedito B-2 (Fonte Forum lamoneta.it) Scudo senza alberello, millesimo 1796 (Fonte sito Numismatica Ranieri) D/ (Da sinistra) POPVLVS • ET • /SENATVS • BONON • Esergo P •10 •1796 • (in caratteri piccoli). R/ (Da sinistra) * PRӔSIDIVM */ * ET *DECVS * Accoppiamento inedito H-6 Scudo senza alberello, millesimo 1797 (Fonte ACR Auctions n.7) D/ (Da sinistra) POPVLVS • ET • /SENATVS • BONON • Esergo P •10 •1797• R/ (Da sinistra) PRӔSIDIVM */ * ET *DECVS * Accoppiamento inedito M-14 Mezzo Scudo, millesimo 1797 (Fonte e-bay) D/ (Da sinistra) POPVLVS • ET • /SENATVS • BONON • Esergo P • 5 •1797• R/ (Da sinistra) PRӔSIDIVM */ * ET *DECVS * Accoppiamento inedito K-15
  14. Buongiorno, vi mostro questa comune lira di Alessandro VII del 1665 per Bologna. Visto che non si risparmia mai una botta in piu' a una moneta😡, questa e' stata contromarcata. La contromarca a giglio e' ben conosciuta. Infatti il millesimo 1666 e' stato molto falsificato. Al punto da forzare le autorita' a ritirare la moneta per contromarcare quelle buone e rompere quelle false. La particolarita' sta che quella postata e' del 1665, anno di cui non si conoscono contraffazioni. Perche' allora e' stata contromarcata ? Vi chiedo: ne avevate mai viste contromarcate con questo millesimo ? Esistono falsi d'eopca ? E'stata venduta domenica scorsa, purtroppo non sono riuscito a comprarla, ma a mio parere e' unica. Siete d'accordo ?
  15. Oggi mi sono fatto il secondo regalo numismatico del 2017, ancora una volta una moneta che non fa parte della mia collezione principale, perciò chiedo aiuto. E' un bolognino grosso, argento, peso 1,2 gr. certamente emesso dal 1236, fino al...1250 o 1260? Chiedo perchè qui, a pagina 17, esemplare 11 e successivo sono datati fino al 1250, mentre l'esemplare a pag. 19, fino al 1260. Sarà certamente una domanda stupida per i professionisti, ma io non ho il Chimienti e non riesco a capire come collocare questo esemplare, né se ci sono varianti e tipi come nei penny e halfpenny inglesi che ne consentono una migliore datazione. Grazie.
  16. Apro questa discussione al fine di raccogliere le immagini di monete, medaglie, banconote e manufatti d'arte che rappresentano il mito di "San Giorgio e l'uccisione del Drago" di ogni epoca e luogo di provenienza presenti nelle nostre collezioni. Invito gli utenti di tutte le sezioni del forum a condividere le foto di quanto hanno a disposizione nelle loro raccolte accompagnate da una breve presentazione dell'oggetto o anche dell'artista, in modo da poter creare una bella miscellanea tematica. Spero che l'idea piaccia e la partecipazione sia nutrita e trasversale agli interessi dei partecipanti al forum. Credo sia innanzitutto opportuna una breve introduzione circa la vita del Santo e la leggenda che l'accompagna: San Giorgio di Carlo Crivelli (1472) L’esistenza di Giorgio, santo vissuto nel II secolo, è ancora avvolta dal mistero, tanto che i papi cattolici Giovanni XXIII e Paolo VI hanno ridimensionato la sua importanza e il culto. San Giorgio, però, è ancora tra i santi più amati in Oriente e in Occidente; la Chiesa russa lo considera ieromartire (o megalomartire), molte nazioni (come Inghilterra, Lituania, Georgia, che ne porta il nome, e Portogallo) lo hanno elevato a patrono, così come le città di Barcellona, Genova, Venezia, Ferrara, per citarne solo alcune. Gli è stato persino dedicato un cratere sulla Luna. San Giorgio in lotta contro il drago e dodici scene della vita, Bulgaria (Pietro Minjov di Triavna), 1840, tempera su legno, cm 134x86,5 cm (Museo di Storia nazionale di Sofia) Pochi sono i documenti veramente attendibili, moltissimi quelli più o meno encomiastici. La verità storica si basa su pochi passi degli scrittori latini Teodosio Perigeta, Antonino da Piacenza e Adamnano, che testimoniarono l’esistenza a Lydda (Diospoli), in Palestina, del sepolcro di San Giorgio martire e la intensa venerazione del popolo, su un’epigrafe greca del 368 rinvenuta in Eaccaea di Batanea, che parla di una casa del santo, e sui resti archeologici della basilica cimiteriale, il cui primo nucleo può essere datato ad anni vicini alla vita di Giorgio. Tutto qui, il resto – ciò che noi crediamo di conoscere – deriva dalla Passio Georgii, biografia scritta agli inizi del V secolo e già classificata apocrifa dal Decretum gelasianum del 496, e dalle successive rielaborazioni e integrazioni leggendarie, codificate nel XIII secolo nella Legenda aurea di Jacopo da Varazze (o da Varagine, morto nel 1298) e ampliate in codici manoscritti successivi. San Giorgio in lotta contro il drago, Georgia (Samegrelo), 1849, argento dorato, legno, cm 25x20 (Museo d’Arte statale di Tbilisi) Giorgio nacque intorno al 280 in Palestina (ma altre fonti dicono presso la foce del Danubio, vicino al Mar Nero), da Geronzio, persiano, e Policronia, cappadoce, che lo educarono cristianamente fino alla sua partenza per il servizio militare, dove divenne ufficiale delle milizie romane e poi cristiano. Quando l’imperatore Diocleziano ordinò la persecuzione contro i cristiani, non esitò a consegnare Giorgio, pur apprezzandone il valore, in mano all’imperatore persiano Daciano che lo fece incarcerare e torturare. Secondo il racconto di Jacopo da Varazze, Daciano convocò settantadue re per decidere le misure da prendere contro i cristiani. Davanti alla corte, Giorgio distribuì i beni ai poveri e, confessandosi cristiano, si rifiutò di sacrificare agli dei. Giorgio fu spogliato delle vesti, flagellato con nervi di bue, costretto a mettere calzari infuocati guarniti di chiodi, colpito da martellate tanto violente da fracassargli il cranio, legato e sbattuto in prigione, dove ebbe la visione del Signore che gli predisse sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre la risurrezione. Visto che Giorgio era irremovibile nella sua fede, Daciano convocò il mago Atanasio, chiedendogli di vincerlo con un incantesimo: Atanasio divise in due un toro con una formula magica e offrì a Giorgio una bevanda avvelenata, ma il santo, prima di morire, convertì Atanasio che fu subito messo su una ruota armata da ogni lato di punte e lame, tagliato in dieci pezzi e gettato in un pozzo. Allo scoppio di un tuono, Giorgio risorse la prima volta. Ciò provocò la conversione del capo delle milizie Anatolio e di tutti i soldati che furono immediatamente passati a fil di spada. Giorgio fu ricondotto in tribunale, gli versarono in bocca del piombo fuso e gli piantarono in testa sessanta chiodi roventi, poi lo appesero a testa in giù su un braciere; infine, lo ricondussero in prigione. All’indomani, il re Magnenzio giurò che si sarebbe fatto cristiano se Giorgio fosse riuscito a far fiorire e fruttificare ventidue sedie di legno. Il miracolo avvenne, ma il re lo attribuì al dio Apollo e Giorgio ne distrusse subito il tempio. Il santo fu allora squartato e gettato in una caldaia con piombo e pece, ma nel mezzo di un gran frastuono discese il Signore, accompagnato da Michele e i suoi angeli, che risuscitò Giorgio per la seconda volta. Alla vista di tanti tormenti, la moglie di Daciano, l’imperatrice Alessandra, si convertì al cristianesimo e, per questo, condannata al martirio. Già sul patibolo, Alessandra chiese a Giorgio cosa ne sarebbe stato di lei dato che non aveva ancora ricevuto il battesimo, ma il santo la tranquillizzò: “Il tuo sangue versato ti sarà battesimo e corona”. Giorgio fu quindi esposto agli uccelli che lo smembrarono, ma anche questa volta risorse. Il giorno appresso, Giorgio fu condannato alla decapitazione. Condotto alla porta di ferro il martire chiese a Dio il fuoco del cielo per incenerire Daciano, i settantadue re e tutti i pagani presenti e, esaudito, lo implorò di concedere protezione a coloro che invocavano il suo nome. Il Signore rispose che coloro che avrebbero venerato le sue reliquie, sarebbero stati esauditi. Solo allora, Giorgio si lasciò decapitare. Era l’anno 303, Giorgio aveva circa ventitré anni. Nelle diverse versioni della vita del santo si possono leggere altri particolari dei supplizi subiti da Giorgio (costretto ad entrare in una fossa piena di calce viva, frustato con cinghie di cuoio e percosso con martelli da fabbro, gettato da un precipizio e dato alle fiamme, immerso in una caldaia di olio bollente...) e versioni alternative alle pene citate (come le ventidue sedie sostituite da diciassette persone morte da quattrocentosessant’anni, che furono risuscitate, battezzate e fatte sparire); anche i nomi dei personaggi non sempre coincidono. Fu sepolto a Lydda, in Palestina, dove ancora oggi sono visibili i resti archeologici della basilica cimiteriale che fu costruita in suo onore nel V secolo, incendiata dai Persiani all’inizio del VII secolo, riedificata e ancora rasa al suolo dal califfo Hakim nel 1010. Ancora una volta ricostruita, fu distrutta nel 1099 per impedire ai crociati di usare le travi come materiale bellico, ma i crociati la rieressero. Nel 1191, quando Riccardo Cuor di leone combatté contro il Saladino, la chiesa fu nuovamente distrutta. Fu Riccardo, devoto a san Giorgio, che introdusse il suo culto in Inghilterra, dove il sinodo lo elesse nel 1222 santo patrono del regno. La tomba di san Giorgio presso Lod (Israele) Già all’epoca delle crociate, in tutta l’area del Mediterraneo, si era diffusa l’immagine del santo in lotta contro il drago, narrata nelle passiones di san Giorgio dal IX secolo, racconti che facilmente traevano spunti dai racconti mitologici e folcloristici per esaltare le prodezze dei santi. Fu forse una falsa interpretazione di un’immagine dell’imperatore Costantino a Costantinopoli, descritto da Eusebio come vincitore di un drago (cioè il nemico del genere umano), oppure la suggestione provocata da una raffigurazione del dio egizio Horus, il purificatore del Nilo raffigurato come cavaliere dalla testa di falco, in uniforme romana, in atto di trafiggere un coccodrillo (simbolo delle energie distruttrici del cosmo) tra le zampe del cavallo, che suggerirono storia e iconografia del “Il miracolo sul drago”, detto anche “San Giorgio in lotta contro il drago”, raccontata anch’essa nella Legenda aurea di Jacopo da Varazze. LA LEGGENDA AUREA San Giorgio in lotta contro il drago, Russia (Mosca), XIX secolo, lega di rame, smalti di cinque colori, h 9 x 7,6 cm (Museo Rublëv, Mosca) In quest’episodio – che per taluni evoca il mito di Perseo e Andromeda, mentre per altri simboleggia l’eterna lotta fra il bene e il male – si narra che a Silene, città della Libia, viveva in un lago un drago mostruoso che a volte giungeva fino in città dove con il suo fiato avvelenava chiunque gli capitasse a tiro. Gli abitanti, impauriti, placavano la sua fame dandogli ogni giorno due pecore, ma presto il numero delle pecore diminuì. Interpellato, l’oracolo disse di offrire al drago una pecora e un essere umano, scelto con un sorteggio. Quando venne la volta della principessa Elissava (in italiano, Margherita o Cleodolinda), il re tentò di riscattarla offrendo tutto il proprio patrimonio e metà del regno, ma il popolo rispose: “I nostri figli sono morti e tu vorresti salvare tua figlia? Se non lo permetterai bruceremo te e la tua casa”. Elissava, in lacrime, fu portata sulla sponda del lago in attesa del proprio destino. Proprio in quel momento sopraggiunse Giorgio che consolò la ragazza e le promise aiuto. Di lì a poco, il drago emerse tra fuoco e vapori pestiferi, ma Giorgio si affidò a Dio e si avventò sul drago ferendolo profondamente con la lancia. Il drago cadde a terra e Giorgio disse a Elissava: “Avvolgi la tua cintura al collo del drago”, lei obbedì e il drago cominciò a seguirla mansueto come un cagnolino. Vedendoli arrivare, il popolo si atterrì ma Giorgio li rincuorò: “Non temete, il Signore mi ha permesso di liberarvi da questo mostro. Credete in Cristo ed io ucciderò il vostro persecutore”. Felice, il re donò al salvatore immensi tesori, ma Giorgio li distribuì ai poveri e, dopo aver battezzato tutti gli abitanti della città, riprese il cammino. Icona custodita nella chiesa di San Giorgio Extra, che raffigura San Giorgio mentre uccide il drago; sullo sfondo il Duomo e la città di Reggio Calabria. Sembra sia di origine copta l’iconografia del santo ritto su un cavallo bianco, avvolto in un mantello sollevato dal vento che lascia vedere la corazza sottostante e nell’atto di infilzare la lancia nella gola del drago, mentre la mano di Cristo lo benedice. Fu comunque molto frequente in Oriente fin dal X secolo e, successivamente, in Europa. Esiste anche una variante “corta” dell’iconografia, dove Giorgio è rappresentato mentre atterra il drago agguantandolo per il collo. Molto diffusa, più in tempi antichi che in quelli recenti, fu anche la rappresentazione isolata di San Giorgio, col capo scoperto e i lunghi ricciuti capelli, armato di corazza e clamide, scudo e lancia. L’immagine del cavaliere vincitore è tipica del Medioevo; tuttavia, Giorgio non restò solamente il santo dell’aristocrazia e della cavalleria (di cui divenne patrono), ma entrò a far parte della cultura popolare, che nelle rappresentazioni religiose teatrali rappresentava spesso l’uccisione del drago. Inoltre, Giorgio era ed è considerato il protettore dei lavori dei campi, dei cavalli, dei pastori e dei contadini (il nome Giorgio deriva dal greco georgos che significa agricoltore). Non è quindi un caso che la sua festa principale sia stata fissata il 23 aprile, in un periodo in cui si celebravano le feste primaverili pagane. Nel giorno della sua festa, per esempio, sulle Alpi si conduceva per la prima volta il bestiame al pascolo. In questo giorno, inoltre, san Giorgio faceva sì che il terreno si spaccasse in modo che i serpenti, rimasti nascosti durante l’inverno, potessero tornare in superficie: una tradizione che, unita al leggendario combattimento contro il drago, determinò il fatto che il santo fosse invocato in caso di morsicature di serpente. Tuttavia, i modi del suo martirio lo rese, agli occhi del popolo, il santo "esperto" di quasi tutte le sofferenze, i dolori e i disturbi, invocato contro le infiammazioni febbrili, l’epilessia, la peste e la lebbra. Nei paesi slavi era chiamato anche contro le streghe. Fonti: Larici.it e wikipedia Una buona serata e buon divertimento a tutti, aspetto i vostri tesori. E.
  17. Vi propongo un gettone che ho trovato per caso e che mi ha incuriosito subito per le scritte in francese a dispetto della collocazione italianissima dell'albergo. Si tratta di un gettone del Hotel Pellegrino di Bologna che era sito in Via Ugo Bassi, 7. Dico era perché il vecchio edificio (di cui allego alcune foto del 1926) non esiste più e al suo posto oggi c'è un altro edificio che potete vedere tramite il link street view che segue (E' il palazzo giallo sulla destra) https://goo.gl/maps/YSUHs6EnQV32 Da ricerche online si evince comunque che l'albergo all'epoca fosse molto famoso e con una clientela ricca e cosmopolita. Da qui si spiega probabilmente l'uso del francese che all'epoca assolveva la funzione di lingua/ponte internazionale che ha oggi l'inglese per noi. In quest'ottica e viste le molte informazioni riportate sul gettone, come ad esempio i prezzi delle camere, credo che il gettone in questione sia da classificare come gettone pubblicitario e databile tra il 1880 e i primi anni del '900 in quanto poi dagli anni 10 fino al 1930 (anno di cessata attività) la proprietà passò ad altra persona. L'edificio durante l’ultima guerra fu distrutto da una bomba e oggi a ricordare la presenza dell'albergo rimane solo una moderna lapide sita sul frontale del nuovo palazzo che si rifa' a quella originale voluta nel 1886 dall'allora proprietario (tale Francesco Ravaldoni) e il cui testo, opera del poeta e scrittore Giosuè Carducci, rammentava che qui soggiornò nel 1819 il poeta inglese Lord Byron. Altri ospiti illustri furono poi Giacomo Casanova e lo scrittore Charles Dickens. Anche online però ci sono ancora tantissimi cimeli a testimoniarne ancora a lungo il passato glorioso. Saluti Simone PS Curiosità numismatica: a pochi metri da Via Ugo Bassi,7 sulla sinistra c'è l'incrocio con Via della Zecca. Proseguendo là dietro tuttora c'è il frontale dell'antica Zecca di Bologna attivamente operante fino alla fine dello Stato Pontificio e nei primi anni del Regno d'Italia. Precedentemente però questo frontale era montato su via Ugo Bassi proprio davanti al "nostro" Hotel Pellegrino. ;)
  18. Buongiorno, vi chiedo lumi riguardo a questo aureo del 1500. I Muntoni e il CNI lo attribuiscono a Leone X, per via dello stemma Medici al /R Il Chimienti invece nota che uno come Leone X non avrebbe mai consentito di batter moneta ai bolognesi senza le sue armi al /D. Di conseguenza la moneta viene attirbuita ad Alessandro VI che effettivamente aveva concesso alla citta' di battere moneta autonoma. Lo stemma al /R sarebbe quello del cardinale legato (un Medici ovviamente), mentre al /D troviamo il classico leone rampante delle monete autonome bolognesi. Ranieri, da cui proviene la foto postata, diplomaticamente la classifica come anonima pontificia. Voi cosa ne pensate ?
  19. giulira

    Consiglio per iniziare

    Buonasera, da qualche anno ormai colleziono quasi esclusivamente monete della zecca della mia citta' o che comunque sono state coniate o hanno circolato nella zona. La citta' in questione e' Bologna. Seguendo le discussioni sulle dracme padane mi sono chiesto: cosa circolava in zona prima dei Romani ? Sicuramente a Misa e a Felsina erano monete etrusche, ma non coniate in loco. Poi sono arrivati i Galli Boi. Non si sa come si stato il passaggio, ma di fatto visitando Misa (odierna Marzabotto), mi hanno spiegato che a un certo momento i pozzi artesiani delle case etrusche vengono riempiti di escrementi (cioe' diventano latrine) e cio' marca la dipartita degli Etruschi e l'arrivo dei Galli. Tornando a noi, le monete etrusche non mi interessano perche', conoscendo la realta' dei tombaroli toscani, so gia da dove provengono e non mi piace. Per le galliche invece vorrei chiedere il vostro parere, ci sono ritrovamenti noti in zona bolognese, ma non riesco a capire di che tipologia di dracme padane si tratti. Ne ho viste un paio sulla prossima Inasta, ma essendo completamente acerbo sulla moetazione chiedo a voi lumi. Il mio obiettivo e' mettere in collezione una dracma del tipo che circolava nella zona di Bologna presso i Galli Boi , senza spendere patrimoni e senza cercare conservazioni super. Per dire i lotti 33 e 36 secondo voi stanno nel mio criterio ? Grazie
  20. Buon giorno, lo so che e' '800 e che i puristi della piastra rinascimentale ne sono schifati. Ma a mio parere questa moenta da un punto di vista artistico e' bella e rappresenta i suoi tempi. Che ne dite ? Sia dell'arte figurativa dell'800 che della moneta (conservazione, difetti, patina etc.)? Leone XII, anno III Scudo del II tipo, zecca di Bologna al /D busto del Pontefice, al /R.....la Statua della Liberta' !!!, un braccio in alto con croce (nella statua diventa lanterna), l'altro benedicente (nella statua tiene un libro ma la posizione e' quasi la stessa.) Sembra quasi il bozzetto della statua e si differenzia dallo stereotipo manieristico della vergine sui nembi che caratterizza gli scudi di quel periodo. moneta statua
  21. Buonasera, vi presento l'ultima arrivata, il bolognino grosso di Urbano V, zecca di Bologna. Per i dettagli vi rimando alla scheda che ho appena aggiornato. http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-BO1362/1 Che ne dite ? Proviene dall'asta Numismatica Felsinea e ne vado molto orgoglioso. Il tondello e' un po' stetto, ma dato il peso non mi pare tosata. E' parecchio rara e la stavo cercando da un po'. Qualcuno ha altre foto o passaggi in asta ? Vi chiedo anche un aiuto per il catalogo di Bologna che ho cominciato ad aggiornare ma che faccio fatica a seguire per mancanza di tempo. RG
  22. Buongiorno, ho un dubbio tra due monete dello stesso tipo, proposte online a prezzi simili (siamo sui 100 euro). Voi quale scegliereste ? la uno la due o niente(cioe' meglio aspettare consrvazioni migliori ) Grazie RG
  23. From the album: Pepolese

    prima foto molto brutale fatta con capsula e telefonino,
  24. From the album: Pepolese

    prima foto molto brutale fatta con capsula e telefonino,

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