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La monetazione di Sibari: articolazione interna, metrologia, cronologia. Con un contributo di King John su “Lo statere della rifondazione”


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Questo contributo propone una sintesi organica e talora ampliata delle maggiori discussioni sulla moneta sibarita (v. l’elenco riportato in calce), che proprio su questo forum hanno trovato terreno fertile di confronto e dibattito, in particolare a seguito dell’edizione del corpus (ad oggi privo di tavole) a firma di E. Spagnoli, La prima moneta in Magna Grecia: il caso di Sibari, Diogene ed., Pomigliano D’Arco 2013 (v. in proposito la recensione di T. Lucchelli, Nuove prospettive nella ricerca sulla moneta della Magna Grecia. Due libri recenti sulle zecche di Sibari e Reggio, “RIN”, 117, 2016, 265-7).

Nell’impossibilità di affrontare, per ragioni di tempo e spazio, tutte le problematiche emerse dalla lettura del volume, ci si limita ad enucleare solo alcune delle principali tematiche discusse nei vari interventi, rinunciando alla disamina di proposte alternative di classificazione e inquadramento cronologico ventilate da studi più o meno recenti, in particolare:

  • F. Barritta – B. Carroccio, Ritmi di coniazione e storia: elementi per una riconsiderazione della monetazione incusa a Sybaris e nel suo “impero”, “NAC”, XXXV, 2006, 53-81.
  • Id., Considerazioni sulla monetazione sibarita, Tricase 2013.
  • B. Carroccio, Monetazioni incuse, Pitagorismo e aristocrazie indigene: appunti per una ridefinizione del problema, in G. De Sensi Sestito-S. Mancuso (edd.), Enotri e Brettii in Magna Grecia. Modi e forme di interazione culturale, II, Soveria Mannelli 2017, 77-107.

Il volume costituisce l’edizione a stampa della tesi di dottorato (E. Spagnoli, Tra economia e società: la moneta di Sibari, Università di Napoli “Federico II”, 2009) e condensa le pluriennali ricerche dell’A. sulla monetazione sibarita:

  • La documentazione, in Sibari e la Sibaritide, ACT XXXII (Taranto-Sibari 1992), Napoli 1994, 612-631 (contributo scritto di concerto, ma a firma disgiunta, con A. Stazio autore nello stesso volume del testo su La monetazione, 597-631).
  • Aspetti della tesaurizzazione monetale di Sambiase (IGCH 1872 – CH II. 8, in G. De Sensi Sestito (ed.), Tra l’Amato e il Savuto. Ricerche storico-topografiche sul territorio lametino nell’antichità, II, Soveria Mannelli 1999, 185-94.
  • Ripostiglio di Sambiase, in E. Spagnoli – M. Taliercio Mensitieri, Ripostigli dalla piana lametina, Soveria Mannelli 2004, 9-47.
  • Cultura materiale a Sibari: officine e maestranze, “AIIN”, 52, 2006, 281-8.
  •  La moneta di Sibari: struttura e metrologia, in N. Holmes (ed.), Proceedings of the XIVth INC (Glasgow 2009), I, Glasgow 2011, 405-16.

 Si aggiunge il più recente studio sulle emissioni con tipo sibarita: E. Spagnoli, La moneta come base documentale per una riflessione sul ruolo politico dei centri indigeni della Calabria in età tardo arcaica. Le emissioni con tipo sibarita, in L. Cicala-M. Pacciarelli (edd.), Centri fortificati indigeni della Calabria dalla protostoria all’età ellenistica (Atti del Convegno Internazionale-Napoli 2014), Paestum 2017, 199-222.

 Il testo risulta di agevole lettura benché l’assenza del necessario repertorio illustrativo e di un elenco delle provenienze (rimandato dall’A. ad un successivo volume, ad oggi non pubblicato) costituiscano un grave limite alla sua utilizzazione, impedendo di cogliere sul piano visivo le pur interessanti considerazioni dell’A. sulla evoluzione stilistica del tipo e sulle sue varianti iconografiche, oltre che, naturalmente, su talune peculiarità epigrafiche a cui viene conferito particolare rilievo nella seriazione delle emissioni. Benché si ignorino le motivazioni di tale scelta editoriale, non esplicitate dall’A., essa appare tuttavia singolare e per certi versi poco condivisibile soprattutto in considerazione dell’oramai ampio gap cronologico dalla prima edizione del volume (2013). Non poche difficoltà presenta inoltre la lettura (e decodificazione) dei graffiti (p. 307, fig. 3) e dei grafici in b/n per la resa del tutto inefficace (v. ad ess. pp. 309-10, 314, 316-7).

Dopo un capitolo introduttivo che delinea il quadro storico e archeologico della colonia achea e lo stato degli studi numismatici nel panorama più ampio della monetazione incusa della Magna Grecia (Cap. I: La colonia achea e la sua moneta. Il quadro storico, archeologico e numismatico: lo stato degli studi, 23-78), l’A. presenta un catalogo costituito da 1105 monete strutturato per sequenza di coni (Cap. II: Le emissioni monetali: la sequenza dei conii, 79-171) con l’individuazione di 408 coppie di conii (307 di D/ e 360 di R/) distribuite su tre diversi nominali (stateri, dracme e oboli). Più di recente è stata opportunamente segnalata anche la presenza di emioboli (v. infra) che, seppur di esigua consistenza e privi del dato di provenienza, rappresentano una documentazione significativa che integra la fascia bassa dei valori coniati (L. Lazzarini, Prime note su emioboli arcaici inediti di Sibari, Crotone e Metaponto, “NAC”, 46, 2017, 19-29).

La documentazione esaminata comprende le emissioni databili entro il 510 a.C. escludendo, pertanto, sia le monete riferite alle varie rifondazioni di Sibari (su cui v. il contributo in appendice) sia le emissioni che adottano il tipo sibarita, pubblicate in altra sede editoriale (v. supra).

 Dall’analisi scaturisce un’articolazione delle emissioni in tre fasi produttive (A, B, C) al loro interno distinte per peculiarità epigrafiche (classi epigrafiche) e/o tipologiche e stilistiche (v. Tabella 1). Il tipo, unico per statere, dracma e per il D/ dell’obolo (R/ MV) è rappresentato dal toro retrospiciente, in rilievo al D/ e incuso al R/. Sul piano strutturale la sequenza risulta discontinua per la debole concatenazione dei conii, con alta percentuale di coppie isolate.

Tabella 1

(da Spagnoli, p. 305)

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Fase A

 La fase A si caratterizza per l’etnico nella forma retrograda VM posto nel campo in alto e racchiude appena un quarto del gettito complessivo della zecca (25%). I nominali attestati sono stateri e dracme (270 ess. battuti da 102 coppie di coni: 99 per gli stateri e 3 per le dracme) seppur in percentuale nettamente sbilanciata a favore della valuta di alto taglio. Alla documentazione raccolta dalla Spagnoli si aggiunge la dracma recentemente apparsa sul mercato antiquario (RN 30, 2016, 17; tav. 3) che si connota per un peso decisamente più elevato (gr. 2,64) rispetto ai soli tre esemplari censiti per questo nominale (nn. 1001-1003: gr. 2,34; 2,42; 2,42).

Il decoro dei bordi risulta imperniato sul rigido abbinamento perlinato entro duplice cerchio lineare al D/ e perlinato al R/. Lievi variazioni grafiche si riscontrano invece nella resa del diadema taurino al D/, che appare perlinato (tav. 1) o lineare (tav. 2).

 

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1- Gorny & Mosch 147, 2006, 1107 (= Spagnoli 58.a)

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2-CGB.fr Monnaies, 38, 2009, 22 (= Spagnoli 92.f)

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3 – RN 30, 2016, 17 (gr. 2,64)

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Fase B

La fase B, in assoluto la più abbondante (56,12%), include 695 ess. che documentano tre distinti tagli nominali: stateri, dracme e oboli (tavv. 4-6), tratti complessivamente da 229 coppie di coni (149 per gli stateri, 46 per le dracme e 34 per gli oboli). Elemento peculiare di questo segmento produttivo è la posizione dell’etnico (VM), che sugli stateri (tav. 4) e sulle dracme (tav. 5) è posto in esergo e non nel campo in alto come nella fase precedente. Gli oboli, invece, associano al consueto toro del D/, le lettere MV entro quattro globetti al R/ (tav. 6).

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4-UBS 53, 2002, 13 (= Spagnoli 102.a)

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5- Künker, 82, 2011, 57 ( = Spagnoli 1013.a)

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6- Peus 376, 2003, 118 (= Spagnoli 2002.a)

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In alcuni casi (non rilevati dalla Spagnoli) l’esecuzione grafica della legenda risulta incerta:

                                                                                                      RN 1, 2018, 23 (coll. privata)

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All’interno di questa fase produttiva (classe epigrafica E) si collocano due stateri tratti dagli stessi conii (tav. 7.1-2) con l’etnico in forma eccezionalmente allungata (MVBAPITAM) e due dracme, caratterizzate dalla legenda VM in esergo al D/ e MV in alto al R/ (tav. 8; https://www.lamoneta.it/topic/181338-statere-di-sibari-con-etnico-completo/#comment-2025132 https://www.lamoneta.it/topic/169285-subaritas/#comment-1905089).

                                                                      7.1-Berlin, SM 18215968 (dal ripostiglio di Cittanova 1879, IGCH 1889 = Spagnoli 111.a)

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7.2-RN 18, 2019, 406 (ex BFA 44, 2018, 46 ex coll. Monegasque)

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8-Paris, BNF, Luynes 556 ( = Spagnoli 1006.b)

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E’ stata altresì rilevata (https://www.lamoneta.it/topic/174785-varianti-epigrafiche-sibarite/#comment-1960434) la presenza di uno statere caratterizzato da una rara variante grafica della legenda:

                                                                                   BFA – ACR 64, 2019, 95 (ex BFA 32, 2016, 110)

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Risultano inoltre attestati alcuni divisionali di peso superiore a gr. 3 (Spagnoli 1004, 1; 1004, 2: tavv. 9-10) per i quali l’A. non esclude “una isolata battitura di un taglio equivalente ad un emistatere” (p. 153). La questione era stata già al centro delle riflessioni di Lorenzo Lazzarini che riferiva ad un possibile emistatere il peso di gr. 3,84 di un esemplare in collezione privata (L. Lazzarini, Un emistatere inedito di Sibari, “RIN”, CIII, 2002, 15-9 = Spagnoli 1004, 1 a), identificazione peraltro suggerita dagli editori di CNG 59, 2002, 2 (“emistatere” = Spagnoli 1004, 2 a; tav. 10).

9-Peus, 407/8, 2012, 102 (gr. 3,84 = Spagnoli 1004, 1.a)

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10-CNG 59, 2002, 2 (gr. 3,37 = Spagnoli 1004, 2.a)

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Si aggiungono i seguenti esemplari provenienti dal mercato antiquario:

Inasta 73, 2018, 16 (gr. 3,6)

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11-Savoca N., 20th Silver Auction, 2018, 8 (gr. 3,12) ex Savoca N., 11, 2016, 25 (gr. 3,14)

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12-Künker 236, 2013, 301 (gr. 3,64)

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Fase C

L’ultimo tratto di coniazione (fase C) appare il più esiguo (18,87%) e comprende 140 ess. provenienti da 77 coppie di coni (42 per gli stateri, 13 per le dracme e 22 per gli oboli) che presentano uno sviluppo complesso sul piano stilistico ed epigrafico (forme meno rigide) che ne veicola l’articolazione in ben otto classi epigrafiche (A, B, C, D, F, G, H, I: tavv. 13-25) che tuttavia non corrispondono rigidamente ad una scansione cronologica.

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13.1-London, BM 1928-0120.21 (= Spagnoli 277.a)

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13.1a- Lanz 156, 2013, 29 (ex Gorny & Mosch 216, 2013, 2115)

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Due dracme ascrivibili alla classe A sono recentemente apparse sul mercato antiquario:

                                                                                            13.2-NAC AG, Spring Sale 2020, 83

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13.3-RN 7, 2014, 31

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14.1-NAC 39, 2007, 5 (= Spagnoli 270.a)

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14.2-BFA 68, 2019, 739 (ex RN 14, 2017, 14)

https://www.lamoneta.it/topic/169455-un-sibari-curioso/#comment-1905397

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14.3-RN 45, 2018, 17 (coll. C.S., Germany)

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15.1-Paris, De Luynes 554 (= Spagnoli 258.d: ramo)

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15.2-RN 10, 2015, 117 (ex BFA 6, 2012, 70 = Spagnoli 258.b: ramo)

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15.3-Elsen 86, 2005, 18 (= Spagnoli 258.e: ramo)

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16.1-Wien, KHM 4599 (= Bicknell 1966, 4, 10 = Spagnoli 261.a: foglia)

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17-Pegasi Numismatics, 139, 2010, 21 (gr. 2,52 = Spagnoli 1059.a)

(dracma)

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Come rilevato in una recente discussione (https://www.lamoneta.it/topic/201859-sibari-spagnoli-n-261a/#comment-2229575) nel catalogo della Spagnoli viene omesso l’esemplare della vendita Künker, 71, 2002, 48 (gr. 7,72, mm 26; tav. 16.2) che proviene chiaramente dagli stessi conii (D/164-R/212) dell’emissione n. 261. La moneta è illustrata da F. Barritta, Considerazioni sulla moneta sibarita, Tricase 2013, tav. XV, 220 che tuttavia interpreta le tracce della foglia nel campo in alto come residui della legenda (!).

16.2-Künker, 71, 2002, 48

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18- Künker 97, 2005, 128 (= Peus 380, 2004, 119 = Spagnoli 282.a: MV in legatura)

Di questo esemplare la Spagnoli riporta solo la provenienza dalla vendita Peus senza annotare il più recente passaggio d’asta. Che si tratti della stessa moneta è chiaramente desumibile dalle foto:

                                                                                                        18.1-Peus 380, 2004, 119

                                                                       image.png

 

18.2-Künker 97, 2005, 128

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19-SNG DNM, Fabricius 92 (= Spagnoli 287.a: MV non in legatura)

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20.1-NAC 52, 2009, 34 (= Spagnoli 251.a)

D 158 – R 203

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20.2-NAC 25, 2003, 33 (ex coll. A.D.M. ex Jameson I, 346 ex Evans = Spagnoli 252.a)

D 158 – R 204

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20.3-CNG 419, 2018, 5 (Ex William N. Rudman Coll. ex CNG 60, 2002, 85 ex Auctiones AG 26, 1996, 28 ex  Auctiones AG 3, 1973, 102= Spagnoli 253.c)

D 159 – R 202

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20.4-Stack's Bowers Galleries, January 2013 N.Y.I.N.C., 41 (= Spagnoli 253?.a)

D 159 – R 202?

 L’esemplare viene indicato dalla Spagnoli come “Ponterio & Associates N.Y.I.N.C. (08.01.2013), 41” e assegnato con riserva agli stessi coni (D159-R202) dell’es. precedente.

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20.5-London, BMC, p. 284, 8 (= Spagnoli 254.a)

D 159 – R 205

Il peso dell’es. riportato dalla Spagnoli (gr. 7,93) non corrisponde a quello indicato su https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_RPK-p287A-4-Syb (gr. 7,957). Perplessità suscita anche la conservazione del pezzo che nel catalogo Spagnoli (254.a) risulta buona risultando invece decisamente mediocre a giudicare dalla foto visibile in rete.

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20.6-Stack’s, August 2021 ANA Auction, 43004 (ex Ponterio 1/2008, 117)

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20.7-Taranto, MN, rip. Taranto 1938, IGCH 1902 (= Spagnoli 255.e)

D 159 – R 206

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20.8-Künker 312, 2018, 2071 (ex coll. Eberhard Link ex Kurpfälzische Münzh. 49, Mannheim 1995, 21; stessi conii del precedente)

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21-Münzen & Medaillen 15, 2004, 919 (gr. 2,46 = Spagnoli 1057.a)

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22-SNG Lewis 200 (= Spagnoli 264.a)

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23.1-Napoli, MAN, Santangelo 4633 (= Spagnoli 290.a)

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Bruun Rasmussen 2039, 2020, 5011

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23.2-BFA 32, 2016, 19

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24.1-Kunker 143, 2008, 49 (ex Peus 395, 2008, 32 ex Lockett, SNG 458 ex Glendining 1955, 33 ex AC 5, 1923, 525 = Spagnoli 265.a)

L’esemplare viene citato nel catalogo della Spagnoli come proveniente dall’asta M. u. M. 143 (2008), 49.

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24.1a-Paris, BNF, Delpierre 361 (= Spagnoli 276.a)

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Sull’es. 24.1a si è ampiamente discusso (https://www.lamoneta.it/topic/201898-sibari-e-il-toro-diademato/#comment-2230204) rilevando la pressoché certa identità di conii (e non solo di quello di incudine) con lo statere NAC 27, 2004, 44 (= Spagnoli 275.a; tav. 24.2) come peraltro emerge dall’analogo dato di provenienza (Sambon-Canessa 1927, 379).

 

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24.2-NAC 27, 2004, 44 (= Spagnoli 275.a)

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25-Glasgow, Hunterian 3 (= Spagnoli 288.a)

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Nell’ambito delle discussioni sulla moneta sibarita (https://www.lamoneta.it/topic/172755-sibari-da-s-nicola-di-amendolara/#comment-1940889) è stata rivolta attenzione ad alcuni stateri anepigrafi (catt. 262.b, c, d: tavv. 27-29) la cui esistenza, già rilevata dal Fabricius (SNG DNM, Fabricius 93; tav. 27) e successivamente dalla Polosa, è stata smentita dalla Spagnoli che ha dimostrato come in realtà l’assenza di etnico sia imputabile alla consunzione dello stesso, come documenta l’esemplare n. 262.a (tav. 26) battuto dagli stessi conii (D 165-R 213) e sul quale sono chiaramente visibili tracce del san (M) della legenda.

 

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26-dal rip. di S. Nicola di Amedolara (CH VII, 9), 3888 (= Spagnoli  262.a)

(da Polosa 2009, n. 22)

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27-SNG DNM, Fabricius 93 (= Spagnoli  262.b)

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28-SNG ANS, 822 (= Spagnoli  262.c)

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29- dal rip. di S. Nicola di Amedolara (CH VII, 9), 3887 (= Spagnoli  262.d)

(da Polosa 2009, n. 40)

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Oboli (fase C)

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30-Pozzi, 1979, 601 (gr. 0,4 = Spagnoli 2035.a)

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31-Paris, BNF, Luynes 558 (gr. 0,49 = Spagnoli 2043.a)

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32-BFA, 3, 2011, 23 (gr. 0,3 = Spagnoli 2044.a)

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Segue una ulteriore serie eccezionalmente contraddistinta al R/ da una testa di ariete resa di profilo:

33-NAC AG, 82, 2015, 75: gr. 0,28 ex NAC AG 7, 1994, 165: gr. 0,29 (= Spagnoli 2045.a)

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All’unicum catalogato dalla Spagnoli si sono aggiunti in progresso di tempo due ulteriori esemplari (https://www.lamoneta.it/topic/177669-oboli-da-sibari-e-turio/#comment-1987715)

34-Artemide LI, 2019, 97 (gr. 0,30)

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35-RN 13, 2017, 45

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36-LHS 102, 2008, 40 (gr. 0,41 = Spagnoli 2048.a)

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37-Hirsch 264, 2009, 40 (gr. 0,26 = Spagnoli 2055.a)

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38-NAC AG 25, 2003, 32 (gr. 0,45 = Spagnoli 2056.a)

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Ad essi si può aggiungere la variante con 4 globetti disposti su due file entro MV:

39-RN 20, 2015, 24 (gr. 0,25; mm. 9)

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Si evidenzia che sugli stateri delle tre fasi (A-B-C) il toro al D/ è sempre rivolto a sinistra. La rara variante con toro a destra (https://www.lamoneta.it/topic/180487-sibari-con-toro-a-destra/#comment-2016545), sulla scia di Kraay, viene inquadrata dall’A. nell’epoca immediatamente successiva alla disfatta della città (post 510 a.C.: tavv. 40-41).

40-SNG München, 1158

image.png

 

41-BFA 73, 2019, 44

image.png

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All’interno della fase C l’A. segnala alcuni collegamenti tra le varie classi epigrafiche (pp. 160-1) e, in particolare, l’incrocio di R/ tra A e D documentato da un esemplare del ripostiglio di S. Nicola di Amendolara (cat. 257.a; tav. 42.a) che riutilizza un conio di rovescio (R/35) impiegato nella fase A (coppia n. 35; tav. 42).

42-Pegasi Numismatics 24, 2011, 33 (= Spagnoli, 35.b)

image.png

 

42.a- Ripostiglio di S. Nicola di Amedolara (CH VII, 9), 3889 (= Spagnoli, 257.a)

(da Polosa 2009, cat. 39)

image.pngimage.png

 

Sarebbero inoltre attesti nella fase C alcuni casi di “aggiornamento epigrafico dei coni” (p. 160). Uno di essi sarebbe rappresentato dai conii di incudine D 188-189 che documenterebbero la reincisione dell’originaria legenda MV (D 188) nella forma VM.

 

43-Glasgow, Hunterian 3 (= Spagnoli 288.a)

D 188-R 236

image.png

 

43.a-Napoli, MAN, Santangelo 4633 (= Spagnoli 290.a)

D 189-R 238

image.png

 

Altro esempio è lo statere della coll. Fabricius (SNG DNM, Fabricius, 90) il cui etnico MV (classe epigrafica C) sarebbe stato reinciso sopra un’originaria forma VM (classe epigrafica A).

43.b-SNG DNM, Fabricius 90 (= Spagnoli 279.a)

D 181-R 228

image.png

 

In questo come in altri casi tuttavia bisognerebbe riflettere (e verificare) se tale operazione di “aggiornamento dei conii” implichi una prossimità cronologica (e quindi produttiva) di alcune classi epigrafiche (Barritta-Carroccio) piuttosto che da un riutilizzo di incudini adoperate in precedenti fasi della coniazione (Spagnoli), valutando altresì la possibilità di una produzione snodatasi su più linee parallele di produzione (Barritta-Carroccio) anziché in rigida successione (Spagnoli).

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Metrologia

Dall’analisi emergono (Cap. III: Le caratteristiche produttive della zecca. Un quadro di sintesi, pp. 173-210) alcuni elementi che concorrono a meglio definire la monetazione sibarita nel quadro del panorama monetario magno-greco di fine VI secolo. Da un lato viene verificata (e confermata) attraverso un ampio campione statistico l’adozione a Sibari di un valore ponderale ridotto (gr. 8,00-7,90 ca.) rispetto a quello corinzio, dall’altro le oscillazioni ponderali, anche sensibili, documentati da valori eccedenti il limite ‘teorico’ di ciascun nominale, sembrerebbero suggerire all’A. che la produzione monetale dovette avvenire in un contesto battitura “al marco” più che “al pezzo”.

Si tratta in ogni caso di un fenomeno che risulta ampiamente attestato in Magna Grecia (Crotone, Caulonia, Metaponto, Sirinos-Pux, Taranto) e che era stato evidenziato proprio sul forum attraverso un breve catalogo (senza pretese di completezza) di “eccedenze ponderali” (https://www.lamoneta.it/topic/88956-eccessi-ponderali-in-magna-grecia/#comment-982897) riferibili non solo al nominale maggiore (statere) ma anche ai divisionali. E’ noto infatti un esemplare di Crotone (tav. 44), a cui si è già accennato (https://www.lamoneta.it/topic/153025-kroton-hemistater-inedito/), che per il peso di gr. 4,22 (mm 26) se da un lato ricalca il fenomeno dei succitati emistateri sibariti, dall’altro ripropone il problema dell’esatta identificazione (e funzione) di questi rari nominali all’interno di un sistema di partizione ternaria quale quello corinzio.

 

44-RN 60, 2019, 98 (ex RN 30, 2016, 21)

image.png

 

Ne deriva un quadro complesso che si ricollega all’evidenza fornita da particolari reperti provenienti dal territorio sibarita su cui pure si è discusso (https://www.lamoneta.it/topic/86648-i-pesi-dalla-sibaritide/#comment-951539). Si tratta di tre pesi monetali (gr. 7,6; 13,3; 133: tav. 45) a forma di parallelepipedo rinvenuti a Torre del Mordillo (nel comune di Spezzano Albanese, CS), già segnalati nel 1986 dall’epigrafista Lidio Gasperini e attualmente in proprietà privata (N. Parise, Pesi e monete dalla Sibaritide, “ASAIA”, s. III, 87, 2009, 523-9). Essi recano incisi sulla faccia principale delle lettere (delta, pi) corrispondenti a numeri secondo il consueto sistema acrofonico:

 

1. “3 D (racme)”: gr. 7,6

2. “5” (dracme): gr. 13,3

3. “50” (dracme): gr. 133

 

45-Pesi monetali dalla Sibaritide

image.png

 

Ad essi si aggiunge il peso (gr. 80,50) da Francavilla Marittima (tav. 45.1) pubblicato negli anni Sessanta dalla Zancani Montuoro e datato alla fine del VI secolo a.C (P. Zancani Montuoro, Un peso di bronzo e l’argento di Sibari, “AIIN”, 12-14, 1965-67, 21-30).

 

45.1-Peso monetale da Francavilla M.

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Ulteriori verifiche richiedono alcuni tagli divisionali (alcuni dei quali editi da Lazzarini 2017) di peso inferiore all’obolo progressivamente apparsi sul mercato antiquario (tavv. 46.1-14) e la cui esatta identificazione nella scala dei valori coniati attende l’analisi di un più ampio campione statistico:

46.1-CNG 492, 2021, 17 (gr. 0,24; mm. 9,5)

image.png

 

46.2-CNG 109, 2018, 30 (gr. 0,25; mm. 10. Ex ACR, 2014, 42 “obol”)

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46.3-RN 30, 2016, 12 (gr. 0,26; mm. 9)

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46.4-RN 31, 2016, 11 (gr. 0,20; mm. 9)

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46.5-Hirsch, 264, 2009, 40 (gr. 0,26)

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46.6-RN 32, 2017, 43 (= Lazzarini 2017, fig. 7: gr. 0,24; mm. 10)

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46.7-Peus 422, 2018, 26 (gr. 0,23)

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46.8-CNG 109, 2018, 32 (= RN 13, 2017, 43 = Lazzarini 2017, fig. 1; gr. 0,14; mm. 11)

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46.9-BFA 38, 2016, 114 (= Lazzarini 2017, fig. 1; gr. 0,25; mm. 11)

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46.10-RN 34, 2017, 4 (= Lazzarini 2017, fig. 2; gr. 0,24; mm. 11)

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46.11-RN 13, 2017, 44 (= Lazzarini 2017, fig. 5; gr. 0,20; mm. 11)

 image.png

 

46.12-RN 78, 2020, 148 (ex RN 33, 2017, 15 ex RN 31, 2016, 10 = Lazzarini 2017, fig. 5; gr. 0,14; mm. 10)

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46.13-RN 30, 2016, 18 (gr. 0,23; mm. 10)

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46.14-RN 84, 2021, 82 (ex RN 43, 2018, 26: gr. 0,15; mm. 11)

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Esemplari suberati e riconiazioni

Analisi più approfondite – sebbene annunciate (p. 203, nota 128) - si attendono per una ulteriore classe di materiali rappresentata dalle monete suberate (pp. 202-3), la cui esistenza a Sibari (tav. 47) è documentata da almeno 7 esemplari (6 stateri e 1 dracma: Spagnoli 26.f, 58.b, 121.e, 1041.q) di cui 3 non visti dall’A. e di varia provenienza (Timpone della Motta: 3 stateri e 1 dracma: gr. 6.54, 7.02, 6.03, 2.23; Matera: 1 statere, Policoro: 2 stateri). La questione, ben rilevata sul forum (https://www.lamoneta.it/topic/133421-dracma-di-sibari-moneta-fourr%C3%A9e/#comment-1520015), assume particolare rilievo per la recente comparsa sul mercato antiquario di un ulteriore esemplare di dracma suberata (BFA 38, 2016, 111: tav. 47.1).

 

47-Timpone della Motta, Francavilla (CS). Suberati di Sibari

(da Parente 2010, tav.1, figg. 2-4. Cfr. Polosa 2009, 112)

image.png         image.png       image.png

 

47.1-BFA 38, 2016, 111 (Fourrée Drachm, 17mm, 2.57g, 12h)

image.png

 

Sorvolando sui dati di rinvenimento (Cap. IV: I dati di rinvenimento. Le riconiazioni, 211-60) e rimandando alle osservazioni espresse sul forum, vorrei invece focalizzare l’attenzione su uno dei pochissimi casi (se non l’unico) di riconiazione effettuato dalla moneta di Sibari su undertype italiota opportunamente rilevato dall’A. (pp. 232-3). L’esemplare, proveniente dal mercato antiquario (Peus 380, 2004, 118 ex SBV 33, 1993, 68: tav. 48) e inquadrabile nel momento iniziale della fase B (cat. 123.a), appare ribattuto su uno statere di Metaponto (con tracce della spiga ben visibili) che per la presenza delle foglie alla base della spiga sembrerebbe ascrivibile al tratto iniziale della coniazione (classe I Noe-Johnston).

 48-Peus 380, 2004, 118 (ex SBV 33, 1993, 68 = Spagnoli 123.a)

image.png

 

Il sottotipo integra il numerario finora noto a Sibari per le operazioni di ribattitura, limitato a stateri corinzi, e fornirebbe secondo l’A. un importante indicatore in senso cronologico, concorrendo a confermare da un lato da successione delle fasi A-B già comprovata da un incrocio di conio, dall’altro il sostanziale parallelismo della fase A di Sibari con la classe I Noe-Johnston di Metaponto.

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Cronologia relativa e assoluta

Si apre così l’annoso problema della cronologia delle emissioni sibarite, affrontato nell’ultima parte del volume (Cap. V: Considerazioni conclusive, 261-72). Dallo studio dei conii l’A. ricava uno sviluppo lineare delle tre fasi della monetazione (A, B, C) distinte per peculiarità tipologiche ed epigrafiche, oltre che per l’articolazione dei nominali, ma legate sul piano strutturale da due incroci di conio (tavv. 49-50: R/83 lega le coppie nn. 101-102, fasi A-B; tavv. 51-52: R/202 lega le coppie nn. 249-250, fasi B-C). Quest’ultimo dato consentirebbe di collocare la fase B come mediana tra A e C e di fissare, nel contempo, l’anteriorità di A, che troverebbe un elemento di ancoraggio nella composizione del ripostiglio di Sambiase, composto unicamente da stateri sibariti della fase A e da pegasi corinzi. Coerente con questo quadro appare per l’A. l’evoluzione del gettito produttivo della zecca, limitato nella prima fase (A) a stateri in posizione dominante e a poche dracme e solo successivamente (B-C) segnato da una progressiva intensificazione dei tagli frazionari (dracma, obolo), specie nell’ultimo tratto della coniazione (C), dove la netta contrazione dello statere corrisponde ad una maggiore produzione dell’obolo, che diviene l’elemento qualificante. Il tutto secondo un’efficace programmazione del gettito da parte della zecca.

 

49-SNG DNM, Fabricius 84 (= Spagnoli 101.a: fase A)

image.png

 

50-UBS 53, 2002, 13 (= Spagnoli 102.a: fase B)

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51-Hirsch 169, 1991, 67 (= Spagnoli 249.a: fase B)

image.png

 

52-CNG 419, 2018, 5 (Ex William N. Rudman Coll. ex CNG 60, 2002, 85 ex Auctiones AG 26, 1996, 28 ex  Auctiones AG 3, 1973, 102= Spagnoli 253.c)

D 159 – R 202 (fase C)

image.png

 

Per la cronologia assoluta l’A. si basa essenzialmente sull’incrocio dei dati interni (sequenza dei conii) con quelli forniti dai rinvenimenti e dalle riconiazioni. Per la stima della durata temporale delle tre fasi si fa riferimento anche a recenti analisi statistico/quantitative tese al calcolo del presunto computo originario dei conii utilizzati dalla zecca (Tabella 2).

Tabella 2

(da Spagnoli, p. 320)

image.png

 

 La limitata consistenza (18,87%) della fase C induce l’A. a fissarne la collocazione entro margini ristretti, ossia negli anni immediatamente precedenti lo scontro con Crotone, corrispondenti all’incirca all’età di Telys (514-510 a.C.). In un arco temporale grosso modo coincidente (se non più ampio) viene collocata la fase A per il gettito di poco superiore a C (25%). Ne consegue per la fase intermedia (B), che copre più della metà del gettito (56,12%), uno sviluppo temporale esteso e pari almeno al doppio di A e C (10+ anni), come parrebbero adombrare anche i dati di circolazione – a cui vanno aggiunti quelli di un recente gruzzolo immesso sul mercato antiquario (https://www.lamoneta.it/topic/154248-un-ricco-gruzzolo-acheo-della-magna-grecia-vi-v-secolo-ac/#comment-1755390) – che evidenziano un ampliamento del raggio di diffusione della moneta, non più limitato al comprensorio lametino (A) ma esteso con particolare capillarità al Salento e all’Oinotria interna (B-C).

Queste considerazioni inducono l’A. a fissare l’inizio della monetazione sibarita in epoca anteriore al 530 a.C., in sostanziale parallelismo con Metaponto (come documenta il caso di riconiazione citato) e in ogni caso prima dell’avvio della coniazione dell’argento a Crotone (Tabella 3). Viene pertanto confutata una lunga tradizione di studi che propendeva (e propende) per un concomitante avvio della monetazione nelle maggiori colonie achee (Sibari, Metaponto, Crotone), considerando la monetazione incusa un fenomeno unitario e globale, legato sul piano storico alla presenza di Pitagora in Magna Grecia.

 

Tabella 3

(da Spagnoli, p. 321)

image.png

 

Sul piano interpretativo l’A. rileva l’eccezionalità della monetazione sibarita, che per l’entità del gettito (408 coppie di conii) non sembra trovare confronti nel mondo greco coevo, elemento che sul piano monetale concorre a rimarcare la proverbiale opulenza (truphé) tradita dalle fonti restituendo l’immagine di una “società aristocratica capace di tesaurizzare e ridistribuire grandi ricchezze” (p. 270). Nel contempo si evidenziano gli intensi legami di questa moneta con l’ambito metropolitano, in primis Corinto, che avrebbe rappresentato il sostrato tecnico e metrologico (tondello largo e sottile, sistema ponderale) ma anche peloponnesiaco (dischi incusi in avorio e osso con figurazioni di animali) a cui si aggiungono non meno significativi apporti dal mondo greco orientale (leone retrospiciente di Mileto) nella raffigurazione del tipo monetale (toro). Quest’ultimo viene ricondotto dall’A. al fiume Sybaris, alla cui celebrazione sul piano cultuale in quanto divinità fluviale sono riferiti sia il diadema sia gli elementi aggiuntivi al tipo (foglia, ramo, NIKA) presenti nella fase finale della monetazione.

 

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Link alle principali discussioni sulla moneta sibarita: 

https://www.lamoneta.it/topic/125337-la-monetazione-della-prima-sibari/

https://www.lamoneta.it/topic/124432-la-prima-moneta-in-magna-grecia-il-caso-di-sibari/#comment-1417850

https://www.lamoneta.it/topic/204625-sibari-e-gliincroci-di-tori/#comment-2262237

https://www.lamoneta.it/topic/188248-sibari-statere-incuso-con-toro-a-destra/#comment-2091451

https://www.lamoneta.it/topic/180487-sibari-con-toro-a-destra/#comment-2016545

https://www.lamoneta.it/topic/201898-sibari-e-il-toro-diademato/#comment-2230204

https://www.lamoneta.it/topic/201859-sibari-spagnoli-n-261a/#comment-2229575

https://www.lamoneta.it/topic/201110-emistateri-o-dracme/#comment-2220997

https://www.lamoneta.it/topic/174785-varianti-epigrafiche-sibarite/#comment-1960434

https://www.lamoneta.it/topic/147632-varianti-negli-stateri-incusi-di-sibari/#comment-1687452

https://www.lamoneta.it/topic/88956-eccessi-ponderali-in-magna-grecia/#comment-982897

https://www.lamoneta.it/topic/201248-peso-calante-da-sibari/#comment-2223002

https://www.lamoneta.it/topic/172886-dracme-pesanti/#comment-1947297

https://www.lamoneta.it/topic/181338-statere-di-sibari-con-etnico-completo/#comment-2025132

https://www.lamoneta.it/topic/169285-subaritas/#comment-1905089

https://www.lamoneta.it/topic/139286-stateri-di-sybaris/#comment-1592886

https://www.lamoneta.it/topic/177669-oboli-da-sibari-e-turio/#comment-1987715

https://www.lamoneta.it/topic/172755-sibari-da-s-nicola-di-amendolara/#comment-1940889

https://www.lamoneta.it/topic/162363-un-sibari-particolare/#comment-1838580

https://www.lamoneta.it/topic/169455-un-sibari-curioso/#comment-1905397

https://www.lamoneta.it/topic/133421-dracma-di-sibari-moneta-fourr%C3%A9e/#comment-1520015

https://www.lamoneta.it/topic/86648-i-pesi-dalla-sibaritide/#comment-951539

https://www.lamoneta.it/topic/154248-un-ricco-gruzzolo-acheo-della-magna-grecia-vi-v-secolo-ac/#comment-1755390

https://www.lamoneta.it/topic/204332-hirsch-e-rauch/#comment-2259176

https://www.lamoneta.it/topic/153025-kroton-hemistater-inedito/

https://www.lamoneta.it/topic/181162-una-moneta-per-celebrare-la-seconda-rifondazione-di-sibari/#comment-2023073

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Segue il link ad un interessante studio di @King John su uno statere inquadrabile in epoca posteriore al 510 che integra ed amplia il quadro della monetazione sibarita fin qui proposto.

https://www.academia.edu/38342474/F_De_Luca_Lo_statere_della_rifondazione_in_Il_Gazzettino_di_Quelli_del_Cordusio_Milano_Gennaio_2019_pagg_47_54

 

 

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  • 2 weeks later...

Non posso credere che solo Valteri abbia apprezzato quests disamina di Dracma che equi vale ad un vero e proprio saggio su questa monetazione.

anzi questi interventi andrebbero raccolti, ordinati e pubblicati almeno come pdf.

complimenti questo e’ ricercare e poi anche condividere  ?

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